Rider Glovo, la Procura: «Non pagato quasi il 30% delle ore»

IL CASO. La Procura di Milano esprime parere contrario alla revoca del controllo giudiziario. NIdiL Cgil Bergamo: «Ora si passi alle assunzioni».

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Bergamo

La Procura di Milano esprime parere contrario alla revoca del controllo giudiziario su Foodinho-Glovo e contesta il nuovo sistema di calcolo dei compensi dei rider. Secondo i dati analizzati dagli amministratori giudiziari, a giugno 342.629 ore su quasi 1,2 milioni di ore effettive non sarebbero state riconosciute, pari al 28,6%.

La società era finita sotto controllo giudiziario a febbraio nell’ambito di un’inchiesta per caporalato, provvedimento poi convalidato dal gip.

Glovo, sotto esame il nuovo calcolo dei compensi

A fine maggio Glovo aveva annunciato l’aumento a 3 euro del compenso per consegna e una paga fino a 14 euro lordi l’ora. La Procura contesta però il sistema del cosiddetto «tempo effettivo calmierato», che applicherebbe limiti determinati dall’algoritmo alle ore considerate ai fini della retribuzione. Per oltre metà dei rider esaminati, secondo l’accusa, non sarebbe così raggiunta la soglia annunciata dei 14 euro. Glovo contesta questa ricostruzione e sostiene che gli aumenti siano stati effettivamente introdotti.

NIdiL Cgil Bergamo: «Riscontri anche sul territorio»

NIdiL Cgil Bergamo sostiene di aver riscontrato anomalie anche tra gli oltre cento rider attivi sul territorio bergamasco.

«Quanto formalizzato dalla Procura certifica ciò che a Bergamo avevamo già toccato con mano», afferma Ayman Bourrai, secondo cui alcuni lavoratori avrebbero ricevuto conguagli di pochi centesimi dopo mesi di attività.

Il sindacato chiede ora di superare il lavoro autonomo per i rider sottoposti a direzione e controllo della piattaforma. Il pm Paolo Storari ha chiesto al gip di imporre retribuzioni calcolate sul tempo effettivo e contratti coerenti con la reale modalità di svolgimento del lavoro. Glovo, dal canto suo, considera economicamente insostenibile una regolarizzazione generalizzata.

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