Sciopero per il caldo alla sede Ivs di Orio. «Stiamo intervenendo»
IL CASO. Gli addetti sono 70, un turno di sciopero con i condizionatori fuori uso. La società: ci siamo attivati.
Lettura 1 min.«Condizioni climatiche insostenibili» e così al call center di Ivs Group Sa, con sede a Orio al Serio, nella giornata di venerdì 19 giugno è scattato lo sciopero per l’intero turno lavorativo, prorogato anche per la mattinata lavorativa odierna. «Ci riserviamo la possibilità di un’ulteriore proroga dello sciopero per lunedì se la situazione, come detto non sarà risolta durante la mattinata» spiega Francesco Gaini della Filcams-Cgil di Bergamo che ha proclamato lo sciopero.
Il sindacato spiega che caldo e livelli di umidità sono arrivati oltre il limite della tollerabilità nei locali open space, un problema dovuto ai condizionatori fuori uso da circa un mese e mezzo. «La criticità è stata segnalata ripetutamente dalle Rsa e dal sindacato - aggiunge Gaini - ma rimasta senza soluzione».
Lo sciopero ha interessato 9 addetti su 40 e che nel frattempo «sono stati posizionati alcuni ventilatori in attesa della riparazione
La società, parte del Gruppo Ivs con sede a Seriate, conferma che il problema riguarda l’impianto di aria condizionata bloccato e precisa che «è stato chiamato il fornitore competente della manutenzione da circa una settimana, ma l’intervento non è ancora avvenuto». Da Ivs Group Sa spiegano che lo sciopero ha interessato 9 addetti su 40 e che nel frattempo «sono stati posizionati alcuni ventilatori in attesa della riparazione». L’azienda occupa in totale 70 addetti, impiegati nel servizio di assistenza telefonica per la capogruppo, impiegati su due turni per cinque giornate e mezzo.
L’azienda occupa in totale 70 addetti, impiegati nel servizio di assistenza telefonica per la capogruppo, impiegati su due turni per cinque giornate e mezzo
Si tratta del primo sciopero che la Filcams Bergamo ha indetto a causa del caldo dall’inizio dell’innalzarsi delle temperature, problema su cui è però partita nei giorni scorsi una campagna di sensibilizzazione all’interno delle aziende. «Abbiamo mandato diverse richieste di riparazione di impianti in più di una realtà della provincia e diffuso volantini per informare i lavoratori di quali siano i sintomi del colpo di calore, che - ricorda Gaini - è classificato come infortunio».
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