Vendemmia in Bergamasca salvata dalla pioggia. E ora si parla di «ottima annata»
CALDO. Grappoli maturati in anticipo. Le precipitazioni degli ultimi giorni non hanno danneggiato l’uva: attesi carichi buoni.
Lettura 2 min.La stagione siccitosa porterà a raccogliere le uve prima del previsto con un calo della produzione stimato intorno al 10%. I viticoltori bergamaschi tracciano un primo bilancio, quando mancano circa tre settimane all’inizio della vendemmia, previsto già ai primi di agosto con le basi spumante. Sul fronte meteo, il grande caldo registrato sin dalla primavera e proseguito senza sosta tra giugno e luglio, ha accelerato la maturazione dei grappoli verso l’invaiatura.
I numeri nella Bergamasca
Nella nostra provincia operano 300 aziende produttrici di uva e 85 che imbottigliano con etichette proprie. Per il 2026 è prevista una produzione di circa 40mila ettolitri (contro i 45 mila dello scorso anno) suddivisi in 2,5 milioni di bottiglie Doc Valcalepio e Terre del Colleoni, 3 milioni di bottiglie a Indicazione Geografica, 300mila Spumante Metodo classico, tra le quali 110mila Doc Terre del Colleoni e 60mila bottiglie da mezzo litro di Moscato di Scanzo Docg. «Le previsioni sono per anticipare la vendemmia intorno ai primi di agosto - conferma Sergio Cantoni, direttore della Cantina Sociale Bergamasca di San Paolo d’Argon -. Le ultime piogge hanno colmato la siccità, permettendo ai grappoli di galoppare verso la maturazione. Bergamo si è sostanzialmente salvata dalla grandine e non ci sono problematiche particolari dal punto di vista sanitario, di conseguenza prevediamo un’annata di buona qualità».
«Ci adeguiamo al clima»
Emanuele Medolago Albani, dell’omonima azienda vitivinicola di Trescore Balneario, fa presente come «le tecniche di produzione si devono adeguare al cambiamento climatico e anche le future lavorazioni dovranno puntare al mantenimento e alla protezione del vigneto. Senza i 50 millimetri di pioggia caduti negli ultimi tre giorni saremmo andati in sofferenza, mentre ora guardiamo con fiducia alla vendemmia, in programma dai primi di agosto». Angelo Divittini, enologo della Cantina Val San Martino di Pontida e della cooperativa Oikos, fa notare come «la primavera parsimoniosa di pioggia ha reso le malattie delle piante meno aggressive. Le precipitazioni degli ultimi giorni consentono di aiutare le foglie della vite a rimediare agli acciacchi legati alla Popillia Japonica, il coleottero che si sta diffondendo anche in Bergamasca. Sono entusiasta perché avremo un’ottima produzione con carichi buoni e sani». Franco Plebani della cantina Il Calepino di Castelli Calepio rileva che «quest’anno l’uva è sanissima e si prospetta una buona vendemmia. Sul terreno morenico soffrivamo la siccità, ma le ultime piogge sono state una vera manna dal cielo senza arrecare danni. Sarà un vino di qualità molto buona, frutto di pochi trattamenti grazie al clima caldo. Siamo dunque pronti per la vendemmia, che probabilmente inizieremo prima di Ferragosto».
«Sarà un’ottima annata»
Luigi Invernici dell’azienda vitivinicola La Collina di Grumello del Monte, afferma che «le previsioni della vendemmia sono in anticipo per i primi di agosto e sarà un’ottima annata positiva. Preso atto della siccità, che non è più un fenomeno eccezionale, dovremo fare squadra e pensare ad invasi per sopperire alla carenza idrica che dovremo mettere in conto da qui ai prossimi anni». Stefano Lorenzi della Tenuta Castello di Grumello del Monte, aggiunge che «l’annata 2026 verrà ricordata in particolare per i tre mesi torridi da maggio a luglio. Fortunatamente venivamo da un inverno e una primavera piovosi che ci hanno permesso di riempire le cisterne, mentre le ultime precipitazioni hanno evitato lo stress idrico».
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