Vendemmia, produzione in calo ma vini più corposi e di qualità

IN PROVINCIA. Nel 2026 saranno prodotti circa 40mila ettolitri (l’11% in meno del 2025). «Il caldo ha penalizzato i bianchi, ma l’annata è ottima per i rossi».

Lettura 2 min.

È tempo di bilanci per la vendemmia 2026, quando mancano poche ore alla conclusione della raccolta dei grappoli, che avviene sempre più meccanicamente con una percentuale che sfiora il 70%. Entro i primi giorni della prossima settimana anche gli ultimi acini di Cabernet Sauvignon verranno messi in salvo in cantina, chiudendo la stagione anche per quanto riguarda i rossi. Quella appena trascorsa sarà un’estate da ricordare per via del clima torrido e della grande siccità, che permetterà di ottenere vini corposi anche con una quantità ridotta fra il 20 e il 30%. Tenuto conto dei cambiamenti climatici le aziende agricole guardano al futuro progettando sistemi di accumulo delle acque piovane, da poter utilizzare quando servono.

Prodotti 40mila ettolitri, premiati i rossi

Nella nostra provincia operano 300 realtà produttrici di uva e 85 che imbottigliano con etichette proprie. Nel 2026 verranno prodotti circa 40mila ettolitri (contro i 45mila del 2025, l’11% in meno) suddivisi in 2,5 milioni di bottiglie Doc Valcalepio e Terre del Colleoni, 3 milioni di bottiglie a Indicazione Geografica, 300 mila Spumante Metodo classico, tra le quali 110 mila Doc Terre del Colleoni e 60 mila bottiglie da mezzo litro di Moscato di Scanzo Docg.

Il 70% della raccolta fatta con mezzi meccanici. «Tra i filari i lavoratori arrivano principalmente dai paesi dell’Est Europa, come Polonia e Romania, oppure dal Marocco»

«Nei prossimi giorni finiamo anche con il Cabernet, dopo aver raccolto in anticipo anche il Moscato di Scanzo, che è attualmente in appassimento in attesa di essere pigiato – spiega Sergio Cantoni, direttore della Cantina Sociale Bergamasca di San Paolo d’Argon -. Se il caldo ha un po’ penalizzato i bianchi, che risultano meno freschi e fruttati, l’annata ha premiato i vini rossi che appaiono di colore intenso, corposi e di ottima struttura. Ora partiamo con due anni di affinamento ma abbiamo già 13 gradi, anche se la produzione risulta in calo fino al 30%. La vendemmia 2026 ha visto crescere la quota di grappoli raccolti con le macchine, salita al 70% per quanto concerne i rossi – conclude Cantoni -. Tra i filari servono inoltre lavoratori che vengono forniti dalle cooperative e arrivano principalmente dai paesi dell’Est Europa, come Polonia e Romania, oppure anche dal Marocco».

«Una qualità veramente buona»

Marco Locatelli, presidente del Consorzio Tutela Valcalepio, conferma che «la vendemmia 2026 verrà ricordata per la qualità veramente buona, favorita dalla carenza pioggia che ha diminuito la produzione, in particolare dei bianchi, premiando specialmente i vini rossi che beneficiato delle ultime piogge». Diego Locatelli Caffi concorda sul fatto che «ci aspettavamo un calo della resa e devo dire che è andata meglio del previsto. Siamo intorno ad un meno 20% ma con un’ottima qualità. Grazie al clima siccitoso abbiamo evitato la diffusione di muffe e parassiti ma fortunatamente anche la grandine».

È raro finire la raccolta a settembre

A proposito dei chicchi di ghiaccio caduti anche su alcune zone della provincia, Stefano Lorenzi della Tenuta Castello di Grumello evidenzia come «un po’ di grandine è caduta sulle nostre uve, ma fortunatamente non si sono verificati eventi violenti come successo in Franciacorta dove interi vigneti sono stati rasi al suolo. Ad inizio della prossima settimana concludiamo la raccolta del Cabernet Sauvignon, annoverando un altro record: in 70 anni non era mai capitato di finire la raccolta a settembre – prosegue Lorenzi -. Le uve sono veramente belle e nel nostro caso siamo riusciti ad irrigare i campi con l’acqua piovana raccolta durante la primavera piovosa. Preso atto dei cambiamenti climatici in corso, stiamo già pianificando investimenti per aumentare l’accumulo». Angelo Divittini, enologo della Cantina Val San Martino di Pontida e della cooperativa Oikos, aggiunge che «dal punto di vista del programma stiamo per concludere la raccolta delle ultime uve rosse tra Cabernet e Petit Verdot. In Bergamasca è stata una vendemmia positiva, anche se abbiamo notato uve concentrate con un eccesso di zuccheri, associata ad una perdita di acidità causati dall’andamento climatico. A livello nazionale non verrà ricordata come un’altra annata, mentre a Bergamo è andata decisamente meglio grazie alla conformazione del territorio».

© RIPRODUZIONE RISERVATA