Vendite «porta a porta» invasive. «Sono legali, ma fate attenzione»
LE INFO DI ADICUNSUM. I cittadini raggirati possono chiedere il recesso entro 14 giorni. Fra i consigli leggere bene i contratti e non sottoscrivere finanziamenti.
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È possibile proteggersi dalle pratiche commerciali aggressive e ingannevoli? Perché è indubbio non generalizzare, ma lo è anche ignorare il fatto che accanto a venditori che svolgono in modo professionalmente impeccabile il proprio lavoro «porta a porta», vi sono soggetti che si comportano, al contrario, in modo scorretto.
Si possono incrociare per strada quando fermano ignari passanti per un sondaggio o un’intervista, chiedendo una firma «senza impegno»; oppure mentre bussano alla porta senza preavviso e cercano di vendere prodotti scadenti e costosi, fino ad introdursi nell’abitazione per rubare oggetti o carpire documenti con dati sensibili e informazioni.
Giovani e anziani i più a rischio
Ad essere trascinati inconsapevolmente nel vortice di vere e proprie truffe sono in particolare persone anziane o giovanissime, che non parlano (e comprendono) spesso bene l’italiano, così come persone che non riescono a farsi valere, intimidite dall’abilità del «venditore». «Quando ci viene proposto di acquistare qualcosa come libri, materassi, contratti utenze, computer, corsi di formazione o prodotti sanitari, i prezzi effettivi sono generalmente alti e l’approccio spesso aggressivo - osserva Mina Busi, presidente di Adiconsum Bergamo -. Sono le cosiddette “vendite fuori dai locali commerciali”, cioè sollecitate nelle case, per strada, in ufficio, in palestra, e in altri luoghi in cui il potenziale cliente si reca per motivi di lavoro, studio o cura. Questo commercio, perfettamente legale ma insidioso per le modalità invasive con cui viene proposto ai consumatori (che rischiano di firmare frettolosamente un contratto senza valutarne la convenienza), rappresentano un sistema di vendite porta a porta che si trasforma in una vera e propria estorsione ai danni di anziani e persone fragili. L’aspetto più inquietante è che vengono prese di mira persone deboli da venditori diversi. Questo fa ipotizzare la possibile esistenza di una vera e propria rete di soggetti che si scambiano nominativi al fine di raggirarle ripetutamente».
Incaricati alle vendite, con cadenze pressoché mensili si presentano nelle abitazioni attivando meccanismi di vendita seriale e facendo sottoscrivere contratti e finanziamenti per l’acquisto di beni e ausili a costi elevati, riguardanti anche dispositivi medici spesso difficili da utilizzare. «In base ai casi raccolti presso i nostri sportelli - sottolinea la presidente dell’associazione difesa dei consumatori e ambiente della Cisl di Bergamo - emerge che viene messa in atto una pressione commerciale particolarmente aggressiva con acquisti di prodotti e servizi che non rappresentano certamente una normale dinamica di consumo per persone di una certa età. I casi più eclatanti che abbiamo registrato come Adiconsum Bergamo riguardano soprattutto pensionati con acquisti che hanno variato da diecimila euro per arrivare a oltre 120mila euro (ai danni di due anziani, un fratello di 79 anni e una sorella di 86 anni residenti nella nostra provincia), costi che in diversi casi hanno di fatto prosciugato i risparmi di una vita, con coercizione e indebito condizionamento, attraverso pressioni e sfruttamento di situazioni di vulnerabilità, e con il consenso agli acquisti indotto da comportamenti dolosi».
Come proteggersi
«I venditori - continua Busi - hanno convinto persone soprattutto anziane, ad acquistare beni spesso non necessari a costi sproporzionati prospettando benefici terapeutici inesistenti o necessità mediche non reali. Tali comportamenti sono contrari alla normale diligenza professionale». Ma come è possibile proteggersi dalle pratiche commerciali aggressive o ingannevoli? Adiconsum consiglia alcune regole fondamentali: non far mai entrare sconosciuti in casa e non firmare alcun documento senza averlo prima letto con attenzione; non mostrare documenti (ad esempio, non fare mai vedere le proprie bollette) a sconosciuti, poiché potrebbero usarle per attivare contratti non voluti; richiedere al venditore un tesserino di riconoscimento, con nome, cognome e società per cui lavora; controllare il testo, leggendo ogni singola parte del modulo e/o proposta d’offerta perché spesso i venditori spacciano per semplice firma di presenza o privacy veri e propri contratti di acquisto o di cambio gestore; non pagare mai in contanti direttamente all’incaricato per merce che deve essere ancora consegnata.
Nel caso ci si accorga di essere stati raggirati, si ha diritto al recesso, spedendo una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno (o l’equivalente posta elettronica certificata) entro 14 giorni dalla firma o dalla ricezione della merce
«Sembra superfluo, ma è utile ribadirlo – chiosa come un mantra la presidente -: non bisogna mai firmare nulla senza prima avere letto e compreso che tipo d’impegno si sta prendendo. Attenzione anche alle richieste di finanziamento che spesso accompagnano queste vendite; sono particolarmente insidiose poiché, in caso di recesso, il cliente deve vedersela anche con la finanziaria che ha concesso il prestito. Non firmare mai assegni postdatati o cambiali a breve scadenza. Se il venditore diventa insistente o addirittura aggressivo, è bene chiedere aiuto non esitando a chiamare le forze dell’ordine. Ogni comportamento aggressivo o illecito va segnalato alle forze di polizia e ogni comportamento scorretto va segnalato all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (www.agcm.it)».
Nel caso ci si accorga di essere stati raggirati, si ha diritto al recesso, spedendo una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno (o l’equivalente posta elettronica certificata) entro 14 giorni dalla firma o dalla ricezione della merce. Info: Adiconsum Bergamo, via Carnovali 88/A (presso la sede della Cisl). Tel. 035.324580; e-mail [email protected].
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