La benzina rincarata se la risposta è il fai da te
MONDO. I quattro milioni di automobilisti che possiedono una vettura a benzina e stanno per mettersi in viaggio, il prossimo weekend rischiano di dover accendere un mutuo. Per loro, infatti, niente sconti sul carburante, schizzato alle stelle per la crisi legata allo Stretto di Hormuz.
Lettura 2 min.Uno sgravio, da ieri fino al 6 agosto, è previsto solo sul gasolio. Dopo ore di tensione dentro la maggioranza sulle coperture necessarie a finanziare il provvedimento, il Consiglio dei ministri ha stanziato 125 milioni per il taglio delle accise e dell’Iva che grava sul prezzo al distributore. Ebbene sì, in Italia sui carburanti si applica una tassa (l’Iva) su un’ altra tassa (le accise) caso forse unico al mondo. Una specie di matrioska fiscale, apri un’imposta e ne trovi dentro un’altra. La riduzione vale in tutto 17 centesimi su un litro di gasolio. La cosa curiosa è che si era pensato di aumentare il prezzo delle sigarette per finanziare anche la benzina, ma Matteo Salvini si è detto contrario, evidentemente per non scontentare i fumatori leghisti che così tirano una boccata di sollievo (ma fumare fa male, il tabacco è un veleno, a volte bisognerebbe privilegiare la salute pubblica a scapito della salute elettorale).
Il settore più in sofferenza era comunque quello del gasolio, il più utilizzato (copre il 70% dei consumi giornalieri di carburante) poiché è legato soprattutto ai Tir, ai furgoni, insomma al trasporto delle merci che arrivano sulle nostre tavole. Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri infatti proroga anche il credito d’imposta per l’acquisto del gasolio a favore degli autotrasportatori e degli agricoltori fino a domani.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha spiegato che la settimana prossima si valuteranno l’evoluzione internazionale e i prezzi, nella speranza che le tensioni legate a Hormuz e alle minacce degli Houthi nel Mar Rosso si sblocchino, in modo da vedere cosa fare dopo il 6 agosto, magari intervenendo anche sulle bollette
L’extragettito Iva attiverà la ormai mitologica «accisa mobile», di cui si parla tanto, in pratica la restituzione del maggior gettito Iva ottenuto dal rincaro dei carburanti. Il vantaggio di questo meccanismo è che non richiede nuove coperture dai conti pubblici, il limite è che la misura arriva il mese dopo, quando i rincari si sono già fatti sentire nelle tasche degli automobilisti, insomma come ricevere l’impermeabile quando il temporale è finito. Per questo si parla di intervento ponte, poiché a metà o al massimo a fine agosto si ripeterà lo stesso meccanismo utilizzando i rincari di luglio. Il governo, che tornerà a riunirsi il prossimo 4 agosto, prende tempo. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha spiegato che la settimana prossima si valuteranno l’evoluzione internazionale e i prezzi, nella speranza che le tensioni legate a Hormuz e alle minacce degli Houthi nel Mar Rosso si sblocchino, in modo da vedere cosa fare dopo il 6 agosto, magari intervenendo anche sulle bollette.
Insomma: per il momento niente ombrello, però scrutiamo il cielo per vedere se smette di piovere. In base ai dati forniti dal ministero delle Imprese, un litro di gasolio costa in media 2,185 sulle strade (2,255 in autostrada), mentre la stessa quantità di verde 1,982 euro (2,071 in autostrada, quindi con il superamento della soglia simbolica dei due euro). A questo punto non resta che salvare il salvabile, osservando i rimedi della nonna al volante: confrontare sempre i prezzi ai vari distributori, mai fare benzina in autostrada, non effettuare rifornimento quando si è in riserva poiché si finisce al primo rifornitore disponibile e non è detto che sia il più conveniente, tenere il più possibile scarico il veicolo, adoperare una guida corretta, rivolgersi ai distributori collegati a supermercati e ipermercati, solitamente più convenienti (un’indagine di Altroconsumo calcola 9 centesimi in meno al litro), ricorrere al «fai da te» e non al «servito». Un po’ poco, lo sappiamo, ma non resta che attendere tempi migliori, in attesa che si trovi il petrolio sotto Palazzo Chigi.
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