Al figlio ha detto: mi fermo al fresco fino a sera. Dolore per Angelo, «la montagna la sua vita»
L’INCIDENTE. Angelo Natali, pensionato dopo aver lavorato alla «Sace», era originario della Malpensata, a Bergamo, ma viveva a Curno dall’inizio degli Anni Novanta. Da lunedì 29 giugno la camera ardente, mercoledì i funerali.
Lettura 2 min.«Mi aveva detto che si sarebbe fermato anche sabato sera in zona, per la cena o comunque a prendere il fresco della sera. Poi non è rincasato e stamattina (domenica 27 giugno per chi legge, ndr) non rispondeva più al telefono. Sono stati i carabinieri ad avvertirci di quello che era accaduto». Luca Natali è il figlio di Angelo, l’escursionista di 74 anni morto cadendo per una cinquantina di metri sulla Presolana: «A questo punto presumiamo che l’incidente possa essere avvenuto nel tardo pomeriggio di sabato, anche perché nella zona abbiamo saputo che aveva piovuto un pochino e forse le rocce erano scivolose», racconta Luca nella villetta dove vive con il padre, al civico 10/A di via Milano, lungo la Briantea a Curno. «È sempre stato un grandissimo appassionato di montagna: appena poteva saliva in quota per qualche escursione», ricorda commosso ancora il figlio.
Angelo Natali, pensionato dopo aver lavorato alla «Sace», era originario della Malpensata, a Bergamo, ma viveva a Curno dall’inizio degli Anni Novanta. Era tutt’altro che sprovveduto in montagna e amava pubblicare le foto delle sue escursioni anche su Facebook: tra le ultime, a metà aprile la salita ai 2.620 del Corno Stella.
Appassionato ed esperto di montagna
Sui social raccontava anche delle sue esperienze passate in alta quota: «Circa 10, 12 anni fa ero sul ghiacciaio Presena ️a sciare: dopo tre, quattro discese da buon montagnino, mi viene la bella idea di salire in vetta. La salita tutto sommato niente di che: a scendere, però, con gli scarponi da sci». E, a chiudere, una frase in bergamasco che, letta oggi, mette i brividi: «Se mé scapa ol pé, i mé troa ol dé dopo» («Se mi scivola il piede, mi trovano il giorno dopo»). Infine, infatti, un consiglio: «Ragazzi, mi raccomando: da non fare assolutamente».
I funerali mercoledì 1° luglio
Oltre al figlio, Angelo Natali lascia le sorelle Donatella e Maria Grazia. Mercoledì, alle 9, i funerali a Curno.
L’incidente
Nessuno ha assistito all’incidente, che risalirebbe a diverse ore prima della scoperta del corpo, secondo quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia di Clusone, intervenuti appena avuta notizia del ritrovamento, e dai soccorritori arrivati con l’eliambulanza del 118 di Bergamo. Non erano ancora le 8,15 di domenica mattina 28 giugno quando al Numero unico per le emergenze 112 è giunta la segnalazione di una persona riversa tra le rocce, che non rispondeva ai richiami di chi l’aveva trovata. «Sembrava in stato di incoscienza, non si riusciva a capire se fosse ancora in vita o meno», ha raccontato un testimone.
In breve dalla piazzola dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo è partito l’elicottero con l’équipe a bordo, ma venivano allertati anche i tecnici del Corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico nel centro operativo «Rino Olmo» di Clusone. Sono bastati pochi minuti e si è compresa la gravità dell’accaduto: giunto alla base del Canale Bendotti, l’equipaggio del velivolo del 118 non ha potuto fare altro che constatare la morte di Angelo Natali. Le sue ferite erano compatibili con la caduta tra le rocce della Presolana, per una cinquantina di metri. Del decesso del settantaquattrenne sono stati informati i carabinieri e il magistrato di turno, oltre che il Comune di Castione, quest’ultimo per poter utilizzare la camera mortuaria del cimitero di Bratto e accogliere la salma.
La nebbia, però, nel frattempo ha impedito all’elicottero di rialzarsi in volo. Fino a dopo le 11,30, quando finalmente la salma è stata caricata sull’eliambulanza, atterrata poco dopo in un campo tra via Prato Loco e via Cadorna e da lì trasferita alla camera mortuaria. Ottenuto il nulla osta del magistrato per la restituzione del corpo di Natali alla famiglia, è stato il figlio Luca, rintracciato dai militari dell’Arma, a salire in alta Valle Seriana per il riconoscimento. Il tempo di organizzare le onoranze funebri e già nel primissimo pomeriggio il feretro è stato portato nella Sala del commiato «Ceresoli» a Ponte San Pietro, aperta da lunedì 29 giugno.
Fabio Conti
© RIPRODUZIONE RISERVATA