Colpo d’arma da fuoco in centro a Stezzano: in carcere un uomo
IL CASO. La lunga indagine dei carabinieri: all’origine del gesto ci sarebbe un debito dovuto a una cessione di stupefacenti.
Lettura 1 min.Stezzano
I carabinieri di Stezzano hanno concluso una complessa indagine per ricostruire un grave episodio accaduto nel centro del paese lo scorso 22 aprile, culminato nell’esplosione di un colpo d’arma da fuoco nei confronti di un uomo. Individuato il presunto autore del gesto, nei confronti del quale è scattata la custodia cautelare in carcere e il sequestro dell’arma, detenuta clandestinamente.
La ricostruzione
La vicenda - spiegano i carabinieri - nasce dall’intervento dei carabinieri in via Canonici a Stezzano, appunto il 22 aprile, dopo la segnalazione di alcuni cittadini che avevano udito un colpo d’arma da fuoco. Sul posto, i militari hanno raccolto le prime testimonianze: due giovani hanno riferito di aver sentito lo sparo e di aver notato un uomo fuggire dal cortile di un’abitazione, seguito da un altro individuo armato di pistola.
Le indagini hanno consentito di accertare che il colpo era stato effettivamente esploso e che il destinatario dell’azione era un uomo classe 1987, nato a Chiari e residente a Stezzano, già noto alle forze dell’ordine. Gli approfondimenti, prosegue la nota dei carabinieri, hanno ricondotto il movente a un credito vantato dal presunto aggressore per precedenti cessioni di stupefacenti, quantificato in circa 1.700 euro.
Le indagini dei carabinieri
Le lunghe e complesse indagini, fatte di raccolta di testimonianze, analisi di telecamere e sopralluoghi tecnici, hanno permesso di rinvenire in un tombino di piazza Libertà un bossolo calibro 9 millimetri, compatibile con il colpo esploso, e un foro da proiettile su una parete nei pressi del luogo dei fatti. Mentre le immagini delle telecamere hanno documentato gli spostamenti dell’indagato dopo l’evento, evidenziando i suoi tentativi di disfarsi di elementi utili alle indagini, un cambio d'abito improvviso in un esercizio commerciale e la fuga al Sud Italia.
Sulla base del quadro indiziario e di tutte le risultanze investigative, su richiesta della Procura, il Gip ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti del presunto responsabile, un uomo classe 1997 residente a Stezzano, nativo di Milano, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile di tentata estorsione aggravata e detenzione illegale dell’arma.
La prosecuzione delle indagini, alle quali l’indagato ha collaborato, hanno permesso di rinvenire una pistola Beretta calibro 9 corto, completa di 11 cartucce indicata come l’arma utilizzata la sera del 22 aprile. Era stata impacchettata e sotterrata in un’aiuola nei pressi dell’abitazione dell’indagato.
© RIPRODUZIONE RISERVATA