Il 23enne annegato nell’Oglio a Calcio: «Non sapeva nuotare, ma è scivolato»

IL LUTTO. A Seriate il fratello ricorda gli attimi della tragedia di sabato: «È stata una caduta accidentale. Gli abbiamo teso un bastone, ma invano». Giocava nel «Cividate cricket», riposerà in Pakistan.

Lettura 2 min.

«Hassan era un fratello fantastico, amava stare con i parenti e gli amici. Ed era sempre lui, come aveva fatto sabato, a riunire la famiglia per una giornata insieme». Così Unas Hamayun, pachistano di 33 anni, ricorda il fratello Hassan, il 23enne annegato sabato pomeriggio, verso le 16,30, nell’Oglio, in località La Palada, in territorio di Calcio.

Leggi anche

«Era la prima uscita di questa estate tutti insieme, per rinfrescarci - continua il fratello che abita con la famiglia a Seriate, in un caseggiato al civico 1 di via Monsignor Carozzi -. Al fiume lo avevo avvisato: guarda che nessuno di noi sa nuotare, stiamo attenti. Ma lui e il cugino sono scivolati, non hanno fatto apposta a tuffarsi. Abbiamo subito teso a loro un bastone: mio cugino è riuscito a prenderlo e a risalire a riva. Invece Hassan non ce l’ha fatta».

Familiari e amici hanno così assistito al giovane che annaspava, nel tentativo di disperato di resistere alla forza della corrente, prima di essere trascinato nel vortice che si forma ai piedi del salto d’acqua. L’allarme è scattato subito: sul posto i Vigili del fuoco di Romano di Lombardia, i sommozzatori del nucleo di Malpensa e Treviglio, quindi gli operatori del nucleo Saf (Speleo alpino fluviale) di Bergamo, che hanno avviato le ricerche.

Il corpo del giovane pachistano è stato individuato a circa tre metri di profondità, a una decina di metri a valle dal punto in cui era stato visto scomparire sotto l’acqua

Trovato a tre metri di profondità

Il corpo del giovane pachistano è stato individuato a circa tre metri di profondità, a una decina di metri a valle dal punto in cui era stato visto scomparire sotto l’acqua. Portato a riva è stato poi affidato ai sanitari della Croce bianca di Chiari e all’automedica: ma i tentativi di rianimazione sono stati vani.

Classe 2002, Hassan era in Italia con la famiglia da otto anni e si era ben integrato, aveva amici italiani e pachistani. «Aveva lavorato alla Brembo di Stezzano per più di due anni - ricorda ancora il fratello -. Poi non gli avevano rinnovato il contratto ma il suo sogno sarebbe stato quello di tornare a lavorare lì, gli piaceva tantissimo. Tutte le volte che passavamo davanti allo stabilimento me lo ricordava».

Il ricordo della squadra di cricket

Rimasto disoccupato, era tornato per circa tre mesi nel suo paese d’origine, a Sida, nei pressi della città di Gujrat. Tornato in Italia, da circa un mese lavorava alla Gmp di Albano (cerchi in lega). Era appassionato di cricket, lo sport nazionale pachistano. E giocava nel «Cividate cricket club», società che ieri ha espresso così il suo cordoglio alla famiglia: «Con il cuore pesante, piangiamo la perdita del nostro amato compagno di squadra, Hassan.Era più di un giocatore, era di famiglia. Le nostre più sentite condoglianze vanno alla sua famiglia e ai suoi cari. Hassan sarà sempre ricordato». La salma si trova alla Casa del commiato Bergamo di Brembate Sopra. Sarà trasferita nei prossimi giorni al Centro islamico di Pedrengo per l’ultimo saluto. Il desiderio della famiglia è quello di dare poi sepoltura al loro Hassan nel Paese d’origine.

© RIPRODUZIONE RISERVATA