Schianto in volo a Valbrembo, Daniel vivo al momento dell’impatto: non fu stroncato da malore
L’AUTOPSIA. I primi esiti dell’autopsia eseguita sul corpo di Daniel Taino dicono che il pilota istruttore di 26 anni era ancora vivo al momento dello schianto aereo.
Lettura meno di un minuto.Questo non esclude però la pista del malore, perché potrebbe non aver causato il decesso improvviso, ma comunque tolto al giovane la possibilità di governare il velivolo. Anche se risulta strano che l’allievo diciannovenne che si trovava sul Cessna 152 insieme a Taino, pure lui abbastanza esperto di volo, non sia intervenuto, visto che il biposto aveva il doppio comando.
La pm Raffaella Latorraca, che ha aperto un’inchiesta contro ignoti per omicidio colposo e lesioni gravissime, sta lavorando su tre ipotesi: il malore, il guasto meccanico e l’errore umano. Serviranno varie consulenze e tempo per approfondire le piste investigative per risalire alle cause dello schianto.
La testimonianza del 19enne ferito
Determinante potrebbe risultare la testimonianza del 19enne, che però non è ancora stato sentito dagli inquirenti a causa delle sue condizioni di salute: il giovane resta ricoverato in ospedale e fino a domenica risultava intubato.
Parallelamente si sta muovendo anche l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, che ha compiuto accertamenti tramite un proprio investigatore già il giorno successivo allo schianto. L’ispettore aveva esaminato il relitto quand’era ancora posizionato nel punto in cui era caduto, in via Don Bosco a Valbrembo. Seguiranno altri accertamenti nell’hangar dell’aviosuperficie di Valbrembo, dove i resti del velivolo sono stati trasferiti e sono sotto sequestro.
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