(Foto di Cesni)
LE RICERCHE. La polizia locale gli ha chiesto i documenti, ma lui si è dato alla fuga. Era nel Parco Eden con due amici. Forse ha raggiunto la sponda bresciana.
Lettura 1 min.Cividate al Piano
La segnalazione alla polizia locale di Cividate al Piano è arrivata alle 7.30 di martedì mattina, quando alcuni passanti che portavano a spasso il cane nell’area verde del Parco Eden hanno segnalato la presenza di tre persone sospette e che avevano allestito una sorta di giaciglio tra le piante.
Essendo un’area in passato già monitorata per il contrasto all’attività di spaccio, le agenti della polizia locale hanno subito raggiunto lo spazio verde per identificare i tre soggetti: una ragazza italiana residente a Chiari, nel Bresciano, e due immigrati di origine marocchina, che si sono però dileguati alla vista delle divise. In particolare uno è stato visto tuffarsi in un canale collegato al vicino fiume Oglio: un gesto che ha fatto scattare una maxi attività di ricerca, proseguita per tutta la mattinata e che ha visto in azione anche i carabinieri e i vigili del fuoco, questi ultimi intervenuti con l’elicottero per poter monitorare dall’alto il corso d’acqua.
Soltanto nel primo pomeriggio le attività di ricerca sono state interrotte: nel fiume, infatti, non c’era nessuno e l’ipotesi dei carabinieri è che il giovane immigrato sia riuscito a raggiungere l’altra riva del fiume e proseguire la fuga a piedi nel territorio bresciano. Probabilmente la ragazza e i due amici avevano raggiunto l’area verde nella notte tra lunedì e ieri dopo aver seguito la partita Olanda-Marocco del campionato del mondo. I tre avevano messo a terra alcune coperte dove hanno trascorso il resto della nottata: martedì mattina, quando i residenti della zona hanno iniziato a circolare nell’area per passeggiare o portare fuori il cane, li hanno notati e si sono insospettiti, visto appunto i precedenti episodi di spaccio e microcriminalità che si erano registrati proprio nella zona. All’arrivo delle due agenti della polizia locale, uno degli stranieri stava dormendo.
Non c’era nessuno e l’ipotesi dei carabinieri è che il giovane immigrato sia riuscito a raggiungere l’altra riva del fiume e proseguire la fuga a piedi nel territorio bresciano
Quando il connazionale lo ha svegliato, si è dato alla fuga. Tra le coperte, le borse e gli altri effetti personali lasciati nel giaciglio non è stato trovato nulla di illegale. La giovane italiana ha poi seguito le ricerche dell’amico assieme ai soccorritori. Sul posto i carabinieri di Treviglio e i vigili del fuoco con l’elicottero decollato da Milano: inizialmente erano stati anche avvertiti i sommozzatori di Treviglio, ma il loro intervento non è stato poi necessario.
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