Treni, uno su dieci è «bocciato»: tornano i bonus per i pendolari

TRASPORTI . A maggio dopo due mesi di «tregua» in forte ritardo o cancellati il 9,24% dei convogli. Male la linea di Carnate. Trenord: colpa di due scioperi.

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A maggio, quasi un treno regionale su dieci non ha fatto il proprio dovere: ha subìto una soppressione totale o parziale, oppure è giunto a destinazione con un ritardo superiore al quarto d’ora. A minare la regolarità, secondo Trenord, è stato soprattutto l’impatto di due scioperi. L’azienda del servizio ferroviario lombardo ha diffuso il nuovo prospetto sul «bonus pendolari», l’indennizzo (su richiesta) riservato agli abbonati delle linee più impattate dai disservizi. Dopo un paio di mesi di «tregua», cioè marzo e aprile che si erano chiusi senza ristori per le linee bergamasche, maggio è andato appunto diversamente: quattro tratte orobiche riceveranno il bonus, e in media le otto direttrici che attraversano la provincia di Bergamo hanno riportato disagi sul 9,24% dei collegamenti, di poco al di sotto della media dell’intera rete di Trenord (9,47%).

L’indice, appunto, è la somma delle soppressioni totali e parziali e delle corse con ritardi di almeno 15 minuti, messa a rapporto col totale dei treni programmati nel mese di riferimento: quando l’asticella supera il 10%, scatta l’indennizzo. Su scala locale, sono state «bocciate» la Treviglio-Milano-Varese via Passante (12,40% di disservizi), la Treviglio-Milano-Novara via Passante (12,39%), la Bergamo-Milano via Carnate (10,89%) e la Cremona-Treviglio (10,43%). Promosse, invece, la Lecco-Bergamo-Brescia (5,79%), la Bergamo-Treviglio (5,80%), la Bergamo-Milano via Pioltello (7,09%) e, per poco, anche la Verona-Brescia-Treviglio-Milano (9,15%).

Gennaio, il mese nero per i pendolari orobici

Per trovare un mese più «nero» occorre risalire a gennaio, quando cinque linee bergamasche sforarono i parametri di puntualità; nei primi cinque mesi del 2026, sommando i diversi bonus mensili, le bocciature sono state 12, contro le 10 maturate nell’intero 2025.

Mal comune mezzo gaudio, a maggio ha sofferto in generale in tutta la Regione: complessivamente, il rimborso ha riguardato 16 tratte su 39. Per un soffio non si è concretizzato anche sulla «Ivol», l’abbonamento integrato «Io viaggio ovunque in Lombardia» che consente di utilizzare tutti i mezzi del trasporto pubblico locale: i disagi si sono attestati al 9,47%, cioè circa mezzo punto percentuale entro il margine di tolleranza fissato dalla normativa vigente.

Ma perché tutte queste criticità?

Illustrando i dati, Trenord spiega che «a maggio hanno inciso significativamente sul riconoscimento dell’indennizzo i due scioperi indetti nei giorni 17-18 e 28-29 del mese, che hanno causato la soppressione totale e la limitazione di percorso di oltre 2800 corse complessive».

In quelle giornate, sostanzialmente, la circolazione è rimasta paralizzata: su alcune linee, il numero di cancellazioni è stato così elevato da far «sballare» i numeri dell’intero mese. Tanto che, precisa Trenord, «escludendo l’impatto dei due scioperi, avrebbe maturato diritto all’indennizzo una sola direttrice». Come di consueto, saranno i pendolari a dover richiedere l’indennizzo secondo le modalità in vigore ormai da tempo (i dettagli su trenord.it).

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