Airey, il dissesto emotivo dopo l’attacco a New York

IL LIBRO. «Confessioni» è un esordio delicato e potente per la scrittrice inglese. Un sofferto confronto familiare in cerca di un equilibrio tra ricordi e sogni.

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Di origine irlandese, ma nata e cresciuta in Inghilterra la trentatreenne Catherine Airey viene considerata una delle migliori scrittrici della nuova generazione che ha in Sally Rooney la sua principale esponente. «Confessioni» (Mondadori, nella puntuale traduzione di Alessandra Castellazzi) è sicuramente uno dei migliori esordi dell’anno e uno dei libri che più analiticamente colgono il trauma intimo generato dall’onda lunga dell’undici settembre del 2001. L’attacco terroristico alle Torri Gemelle del World Trade Centera Manhattan costò la vita a quasi tremila persone.

Una metropoli mutata

Protagonista del romanzo Cora che nella strage di New York ha perso il padre. La descrizione della metropoli americana compiuta dalla scrittrice inglese rivela una New York prima di tutto devastata e abrasa sentimentalmente. Un carattere mutato che resterà negli anni e nella famiglia di Cora che ha perso già la madre a otto anni.

Nel confronto tra sorelle e con una zia, che sbuca improvvisamente come dal nulla con una proposta difficile da rifiutare, ecco che «Confessioni» si mostra come un romanzo tutto al femminile, denso ed emotivamente inquieto.

La distanza generazionale

Là dove i genitori mancano e dove le tragedie non sembrano mai avere fine, ecco che il passato, i ricordi divengono un elemento centrale per costruire il proprio futuro, per dare forma a un immaginario utile a disincagliarsi dal dolore e ridefinire un pensiero sognante, libero e desiderante. E forse proprio la relativa distanza generazionale e geografica permette a Cantherine Airey, con il senno di poi che sempre offre la storia dell’umanità, di raccontare con un’esattezza quasi antropologica il dissesto emotivo generato da una tragedia che ha profondamente mutato il destino del nuovo secolo e che da allora non sembra riuscire realmente darsi per davvero pace. Un equilibrio perduto che Cora insegue ostinatamente, alla ricerca delle sue radici e delle sue stesse ragioni di vita, che sente ormai lontane e non più davvero urgenti nella quotidianità.

Le fragilità del tempo

«Confessioni» di Airey è un romanzo totale, un romanzo mondo si sarebbe detto anni fa, quando ancora la letteratura era in grado di contenere le contraddizioni del nostro tempo. Un esordio importante dunque che si pone già come un classico, un libro delicato e potente al tempo stesso capace di mostrare la fragilità del nostro tempo, ma anche le possibilità inedite definendo una debolezza che potrebbe tramutarsi in forza se solo si abbandonasse la prospettiva dell’altro come nemico e del futuro come paura. Otre quattrocento pagine di grande letteratura, il racconto di una figlia e di una sorella, di una zia e di una casa. La storia di una pace possibile che ora appare a portata di mano.

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