Da Camus a Mitterrand ritratti nella sfera più umana
LA LETTURA. Pochi come Jean Cau ebbero la capacità di attraversare il Novecento francese toccandone spesso gli estremi.
Lettura 1 min.Giornalista, scrittore e amante della Parigi notturna, Cau fu per oltre dieci anni - fino al 1957 - segretario personale e confidente di Jean-Paul Sartre, ma fu anche amico intimo di Alain Delon per cui scrisse alcune tra le più memorabili sceneggiature del cinema di quegli anni, da Borsalino fino al capolavoro che ne trasse Alain Cavalier con «Il ribelle di Algeri». Collaboratore di giornali e riviste, Cau è stato probabilmente il miglior osservatore della società francese del dopoguerra. E di ritratti eccezionali e vivissimi è fatto il bellissimo «Esercizi di memoria» (traduzione di Giovanni Acuto per Edizioni Settecolori), che si apre forse con una delle figure più enigmatiche e autorevoli della Francia del secondo dopoguerra, quella parimenti amata e odiata di François Mitterrand. Prima ancora che diventi per ben due volte Presidente della Repubblica, Mitterrand è già un politico fortemente affermato, ministro e figura rilevante del panorama francese. Cau ne tratteggia il carattere, i vezzi e le passioni spesso meno pubblicizzate. Non si tratta di mero gossip ma di restituire umanità a figure spesso ritagliate dai giornali e ridotte a macchiette.
I grandi personaggi dietro le quinte
Cau nell’indagare i vizi e i difetti di questi personaggi ecco che li rende nuovamente umani, nuovamente vicini. Non mancano poi De Gaulle (ovviamente) e Krusciov, Malraux e Camus, ma anche figure più appartate come il grande scrittore Julien Green e l’amato Francis Ponge. E poi Venezia e Orson Welles, Hemingway in coppia con Ava Gardner, Giono e Cocteau, Parigi e la sua provincia che è poi tutta la Francia intera. Sembra di stare seduti a un tavolino lungo i grandi boulevard mentre Jean Cau indica e mostra, racconta e rivela. Un libro di memorie e fatti, aneddoti e curiosità che nella lingua raffinata e densa dello scrittore francese diviene subito letteratura e di quella migliore.
Il ritratto di una generazione
«Esercizi di memoria» è non solo un libro profondamente godibile, ma il ritratto di una generazione, quella della ricostruzione, del suo incanto e del suo repentino disincanto, ma anche di una lotta che è da subito dalla parte la vita. Una gioia incontrastata segna le pagine di Jean Cau, che riverberano ancora della liberazione della Francia e della fine della guerra anche a distanza di anni. Un libro a tratti malinconico, ma ancora carico di una speranza, quella di un’Europa pacificata e ora libera d’innamorarsi quasi ogni giorno, lasciando in disparte violenza e colpe, grida e orrore.
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