Storie d’inizio ’900 con eroine romantiche e ribelli
«La fortuna va e viene, e quando torna bisogna tenersela stretta». C’è una donna tenace che prova a cambiare una storia già scritta al centro di «Fortunata» (Garzanti), romanzo d’esordio delicato e coinvolgente di Roberta Cosimo. Nata nel Salento degli anni Venti del Novecento, la protagonista viene affidata dalla madre alla famiglia della cognata, per farla diventare la migliore sarta del paese. Alla luce di una candela nascosta, tra le pagine di libri proibiti, Fortunata scopre che il destino, come quello delle eroine dei romanzi che divora, non è mai scritto una volta per tutte.
È ambientato sempre all’inizio del secolo scorso, ma a Torino, «La ragazza soldato» (Piemme) di Anna Pavignano. Si ispira alla storia vera e poco nota di donne che sfidarono la legge, travestendosi da soldati, per raggiungere il fronte durante la Grande Guerra. Rosa, fuggita dalla provincia per vivere sola tra pittori e artisti, si innamora di Giò, arrivato dall’America. Quando lui viene chiamato alle armi, lei non si rassegna ad aspettarlo a casa, e decide così di vestire i panni di un soldato: non solo per amore, ma per sottrarsi a una vita già scritta da altri. Con una scrittura elegante e misurata, l’autrice consegna ai lettori un’eroina romantica e ribelle.
«Soltanto il giorno» (Giunti), infine, di Santina Cosetta, ispirato alla vita della bisnonna dell’autrice, si apre con una nascita non voluta: quella di Marianna, chiamata Cosuzza, «il nome delle donne che restano sole e tirano avanti lo stesso». Cresciuta tra i segreti delle erbe e della cucina, all’inizio del Novecento, tra Avola e Ragusa, la protagonista impara a costruirsi una vita felice partendo dal niente: e infine riesce cambiare il suo destino e a salvare se stessa, portando luce nelle vite degli altri.
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