Chignolo, la notte con l’acqua alta: «Siamo stati abbandonati»

MALTEMPO. La pioggia lunedì sera ha invaso strade e sottopassi. Il sindaco: «Gli aiuti sono arrivati dopo ore». Provincia e pompieri: tante segnalazioni e tutte le squadre impegnate.

È stata una lunga notte quella che tra lunedì e martedì 4 luglio ha visto all’opera la Protezione civile di Chignolo d’Isola a gestire l’emergenza maltempo che a partire dalle 21 del 3 luglio ha colpito ancora una volta il paese, alle prese con torrenti esondati e allagamenti. Il giorno dopo lascia fango sulle strade e alimenta discussioni. Perché la situazione si trascina da decenni, la cittadinanza non ne può più e il sindaco Ramon Crespolini, che lunedì sera ha seguito personalmente tutte le operazioni, si sente solo.

«Siamo stati abbandonati – dichiara con estrema amarezza –. Se non ci fosse stata la Protezione civile, non so cosa sarebbe successo. Ho contattato la Provincia e sono arrivati alle 4 di mattina. Ho telefonato ai Vigili del fuoco e mi hanno richiamato solo dopo 3 ore. Solo una pattuglia dei carabinieri di Brembate è venuta in nostro aiuto. Evidentemente quanto accaduto in Romagna non ha insegnato nulla».

La comunicazione

Ma la Provincia non ci sta e ribatte per voce di Roberto Galizia del settore Viabilità: «Abbiamo attivato la macchina operativa appena informati di quanto stava succedendo. I nubifragi hanno coinvolto varie zone della Bergamasca e l’impresa incaricata è arrivata appena è riuscita, ripulendo anche i marciapiedi sebbene non siano di competenza provinciale».

«Noi non gestiamo direttamente le chiamate – fanno sapere dal comando dei vigili del fuoco di Bergamo che comunque, nell’elenco degli interventi (nel box a fianco), ne comprende un paio su Chignolo alle 23,30 e un’ora più tardi –. Il primo filtro è di Areu e poi noi richiamiamo in base a una scala di urgenza. Ci dispiace se il sindaco si è sentito abbandonato, ma abbiamo ricevuto 45 richieste d’intervento e tutte le squadre della provincia, fisse e volontarie, sono state occupate secondo un ordine di priorità. Appena possibile, l’abbiamo ricontattato».

Non è la prima volta che i temporali colpiscono fortemente il paese, dove l’acqua che scende dai campi si riversa sulle strade. Stavolta, però, sono esondati anche i due torrenti, Buliga e Grandone, mettendo il paese in ginocchio, con l’acqua a invadere le strade che collegano Chignolo con Madone e Suisio.

Le due provinciali sono state subito chiuse al traffico per essere riaperte solo verso le 4, dopo un primo intervento di pulizia da parte della Provincia. Allagate anche le vie Galilei, Valochere e XXV aprile. In questo caso a creare disagi, ancora una volta, l’acqua che non viene drenata dai terreni lungo la strada comunale che da Chignolo porta a Medolago e che, scendendo, si riversa anche nelle zone circostanti, allagando pure garage e abitazioni. Anche in questo caso è intervenuta la Protezione civile locale, con una decina di volontari che sono stati impegnati fino all’alba di ieri, quando c’è stato il primo intervento di pulizia da parte della Provincia. Un secondo intervento per rimuovere completamente il fango, poi, è avvenuto nel pomeriggio, dopo che in mattinata un’auto si era ribaltata mentre percorreva la provinciale 158 che arriva da Madone.

«Questi problemi si trascinano da tempo – conclude il sindaco –. Con Via Tasso stiamo cercando una soluzione per gli allagamenti lungo le due strade provinciali. Domani (oggi per chi legge, ndr), invece, è in programma una call con la Regione a cui abbiamo chiesto un aiuto per capire come arginare l’acqua che dai campi di via Galilei si riversa sulla strada». In quest’ottica, comunque, il Comune aveva già convocato tutti i proprietari dei terreni che si affacciano sulla via affinché ripristino i fossi e l’acqua possa essere smaltita. In attesa dei tavoli di confronti, però, l’Amministrazione invita chiunque abbia subìto danni a segnalarli agli uffici comunali.

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