La festa delle famiglie del Conventino: «Adozione, gesto di apertura al mondo»

CAPRIATE. La feste delle famiglie dell’associazione «Il Conventino», dove l’anno scorso sono state presentate otto richieste, il numero più alto degli ultimi undici anni. «Un percorso lungo, che vale la pena vivere intensamente».

Sherezade ha otto anni e mezzo, si spinge da sola sull’altalena, poi corre dalla mamma le prende dalla mano la borsetta che le aveva affidato un attimo prima. Poi corre di nuovo dalle sue amiche per far vedere i suoi «gioielli». Tra loro c’è Diana Paola, 9 anni, anche lei come Chery arriva dal Perù. I loro genitori si sono conosciuti là, nelle settimane in cui stavano costruendo le loro nuove famiglie, prima del ritorno a Calcio e a Bergamo, dove le due bambine vivono da due anni e mezzo. Due storie che si assomigliano e che s’intrecciano, quelle di Sherezade e Diana Paola, vicende umane di grande sofferenza prima, e di riscatto poi. Insieme a loro, all’oratorio di Capriate, si sono date appuntamento, domenica 19 novembre, una cinquantina di altre famiglie iscritte all’Associazione «Il Conventino Onlus», che si occupa di adozioni internazionali. Si ritrovano periodicamente, più volte all’anno, per conoscersi, stare insieme e soprattutto per far giocare i loro figli, che spesso oltre a un passato difficile, condividono le stesse origini.

I Paesi di origine

Arrivano soprattutto dal Sudamerica i bimbi adottati dalle famiglie attraverso la mediazione del Conventino: Perù, Colombia, Bolivia, ma anche dall’Europa dell’Est e da alcuni Paesi dell’Africa. In Italia i numeri delle adozioni internazionali sono in calo dal 2012; da 2.469 si sono ridotte oggi a meno di 600. Nella Bergamasca, nel 2022, le otto richieste giunte al Conventino rappresentano il picco da 11 anni a questa parte per l’associazione.

Le testimonianze

Un pranzo insieme, una passeggiata lungo le rive dell’Adda, poi la Messa e i saluti; una giornata intera per sentirsi parte di un’unica, grande famiglia. «È un momento di festa – ha detto Giovanni Danesi, coordinatore dell’associazione – per le famiglie e per i bambini, che provano una grande gioia nell’incontrarsi sapendo di condividere una storia comune. La rapidità con cui questi bimbi imparano l’italiano e riescono ad inserirsi nel loro nuovo contesto di vita è sorprendente. In poche settimane sentono di far parte di una nuova rete e non sono quasi mai a disagio. Nel mondo esistono milioni di bambini che già vivono in condizioni di abbandono e l’adozione è un gesto di apertura e di assunzione di responsabilità verso queste situazioni di difficoltà».

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