Morti nell’auto finita nel lago. Il pm: «Non fu errore umano»
IL CASO. Vittime Morgan Algeri e un’amica a Como. «Guasto tecnico, ma la centralina è rovinata e non può dire quale».
Lettura 1 min.Morgan non ha alcuna colpa. E, anzi, ha molto probabilmente sacrificato la sua vita per salvare quella di Tiziana, mentre l’auto s’inabbissava nel lago a Como. Non è umana, la causa della tragedia che la sera del 6 gennaio 2024 ha visto vittime Morgan Algeri, 38enne di Brembate Sopra, e l’amica Tiziana Tozzo, 45enne di Cantù, bensì molto più probabilmente un guasto o un malfunzionamento dell’auto, «anche se la prova elettronica definitiva è andata perduta». A dirlo è la Procura, sulla base della consulenza tecnica di Salvatore Furfaro.
Tiziana e Morgan, imprenditore e pilota di aereo, dopo una pizza si erano fermati in un parcheggio sulla Mercedes Glc 220 di lui. Alcuni testimoni hanno riferito che il motore si sarebbe improvvisamente avviato, quindi hanno sentito una forte accelerata. L’auto è finita contro una panchina in cemento, si è quasi fermata o comunque ha avuto un brevissimo momento di pausa, poi è ripartita con una seconda forte accelerazione, sfondando la ringhiera e precipitando nel lago. Poco prima di abbattere la ringhiera, Morgan avrebbe tentato di aprire la portiera.
La ricerca di risposte attraverso la centralina elettronica. Purtroppo «cieca», perché rovinata. La ricostruzione più probabile, secondo l’accusa, è che dopo aver rilasciato il freno di stazionamento si sia verificata una accelerazione involontaria, accompagnata dalla mancata efficacia della frenata
«Non è stato errore umano»
Non è stato errore umano, secondo gli investigatori, perché bisognerebbe immaginare una catena di comportamenti anomali: l’inserimento di una marcia sbagliata; una pressione massima sull’acceleratore da fermo; nessuna reazione dopo l’urto contro la panchina; nessuna frenata; nessuna manovra correttiva; l’apertura della portiera mentre il veicolo continua ad avanzare. Morgan è però rimasto in auto e ha pure cercato di salvare Tiziana. Così anche il gesto volontario pare semplicemente impossibile.
Da qui la ricerca di risposte attraverso la centralina elettronica. Purtroppo «cieca», perché rovinata. La ricostruzione più probabile, secondo l’accusa, è che dopo aver rilasciato il freno di stazionamento si sia verificata una accelerazione involontaria, accompagnata dalla mancata efficacia della frenata. In assenza di dati tecnici è impossibile dire se Morgan abbia frenato e l’auto non abbia risposto. Ma per gli investigatori è inverosimile che, seppure sia stata questione di pochi secondi, il conducente non abbia tentato di bloccare il mezzo. L’attenzione, dunque, si è spostata sul fenomeno delle «Sua», cioè le accelerazioni improvvise e involontarie. La Procura ricorda anche i richiami di Mercedes: nel 2024 quello relativo a un malfunzionamento del software dell’«Active brake assist» e nel 2023 quello per un errore di programmazione che avrebbe potuto causare movimenti imprevisti del veicolo da fermo, per disattivazione del freno di stazionamento all’apertura della portiera. Per l’esperto quell’auto non rispondeva ai comandi. Ma sapere il perché, non sarà mai possibile.
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