Ponte San Pietro, auto-ariete in negozio. Il fumo degli estintori usato come cortina
IL RACCONTO. Il colpo notturno da «Oro cash»: «Danni molto ingenti». Usate tre vetture: 4 banditi, ma poi la fuga a mani vuote.
Lettura 2 min.Si sono creati una cortina di fumo utilizzando alcuni estintori che avevano appositamente portato per mettere a segno un colpo pianificato nei dettagli. E che ha causato danni ingenti, attorno alle 3.20 della notte tra venerdì 6 e sabato 7 novembre, al negozio «Oro cash» di via Manzoni, il tratto della Briantea che attraversa Ponte San Pietro. Ma i quattro ladri entrati in azione con tre auto – una usata come ariete per demolire le due vetrine, esterna e interna, del punto vendita, la seconda per bloccare la strada e la terza per la fuga – non avevano fatto i conti con il sistema d’allarme, anch’esso a fumogeno, e con l’antifurto che ha fatto subito scattare l’intervento dei carabineri, avvisati dalla centrale della vigilanza privata.
«In funzione l’antifurto»
«Non hanno portato via nulla perché di notte dalle vetrine rimuoviamo tutto e non hanno fatto in tempo ad aprire la cassaforte – spiegano al negozio –: siamo aperti qui da 28 anni e non era mai successo nulla del genere. È sempre stato un posto tranquillo. I danni sono davvero ingenti: hanno demolito sia la vetrina principale eterna, sia la vetrina interna». I ladri hanno usato una Fiat Panda rubata poco prima sempre a Ponte San Pietro per demolire la vetrina: un boato che ha svegliato i residenti, molti affacciatisi increduli alle loro finestre.
(Foto di Colleoni)
Diverse le chiamate al 112: anche queste segnalazioni hanno permesso un intervento tempestivo dei carabinieri della stazione di Ponte San Pietro. «La sicurezza è stata comunque eccezionale – aggiungono i gestori del negozio –, sia la vigilanza cui è collegato l’allarme, sia i carabinieri che sono intervenuti subito».
Tre i mezzi utilizzati
La seconda vettura, una Bmw station wagon, era stata messa di traverso sulla Briantea per ritardare l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine, mentre una terza auto è stata impiegata per la fuga. Anche gli altri due mezzi sono stati comunque portati via dai ladri che, compreso di non poter concludere il colpo, hanno preferito dileguarsi pochi istanti prima dell’arrivo dei carabinieri.
(Foto di Colleoni)
«Così come in vetrina, anche negli espositori non c’era nulla – spiegano in negozio – e dunque non hanno trovato niente da prendere con velocità e facilità. Avevamo installato giusto quindici giorni fa il sistema d’allarme con il fumogeno, benché non avessimo mai subito prima dei furti. L’attivazione dell’allarme ha impedito anche il furto, per esempio, del computer che era sul bancone. Nonostante i danni ingenti, siamo comunque regolarmente aperti».
Al vaglio le telecamere
La vetrina è stata infatti tempestivamente coperta con dei pannelli in legno e all’esterno è presente 24 ore su 24 la guardia privata. L’intero colpo è stato ripreso sia dalle telecamere dell’«Oro cash», sia da quelle di un negozio vicino. Le immagini sono ora al vaglio dei carabinieri che stanno cercando di risalire alla banda di ladri. Che indossavano però il passamontagna e i guanti e si erano comunque ben organizzati, cercando di pianificare il colpo, a partire dalla cortina di fumo predisposta per coprirsi la fuga.
Due ladri a Verdellino
E poco più di ventiquattr’ore prima del colpo a Ponte San Pietro un analogo furto è stato tentato anche a Verdellino, ai danni del punto vendita di abbigliamento e casalinghi «Pepco», lungo la provinciale Francesca. All’1.20 della notte tra giovedì e venerdì è scattato anche in questo caso l’antifurto e sul posto si è precipitata la pattuglia dell’istituto di vigilanza privata «Sorveglianza italiana».
Anche a Verdellino i ladri avevano cercato di rallentare l’eventuale intervento delle forze dell’ordine bloccando la strada di accesso al punto vendita con alcuni bidoni e sacchi dell’immondizia. In azione due ladri che, alla vista della guardia privata, si sono dati alla fuga nei campi. Poco dopo sono arrivati i carabinieri. I ladri avevano aperto la porta sul retro, danneggiato un sensore dell’allarme e aperto le casse, senza però fare in tempo a portare via nulla.
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