San Michele: il ponte scade tra quattro anni, ma il nuovo nel 2034

CALUSCO. Non si sa se l’attuale potrà rimanere aperto. Il tema emerso il 26 febbraio al Pirellone durante l’audizione di Rfi. Attesa per il concorso internazionale di progettazione.

Calusco d’adda

Il nuovo ponte alternativo al San Michele fra Calusco e Paderno d’Adda non sarà pronto prima del 2034. E non si può sapere se, arrivati al suo «fine vita» fissato per il 2030, il San Michele potrà rimanere aperto. È quanto emerso giovedì, al Pirellone di Milano, nella seduta della V Commissione regionale Territorio, infrastrutture e mobilità, durante la quale si è tenuta l’audizione di Rfi (Rete ferroviaria italiana) sull’iter in corso per arrivare alla realizzazione della nuova infrastruttura di collegamento tra i due Comuni che sorgono lungo le sponde dell’Adda.

Il concorso internazionale

Dopo la conclusione, lo scorso dicembre, del Dibattito pubblico per discutere delle ipotesi progettuali messe sul tavolo da Rfi, l’iter ora dovrà portare all’indizione, attesa per il periodo pasquale, di un concorso internazionale per la progettazione del viadotto. Ma quali saranno le successive tempistiche? Di questa questione il consigliere Jonathan Lobati, presidente della V Commissione, si è detto preoccupato: «Più del come – ha sostenuto – ora mi interessa il quando verrà realizzato il nuovo ponte».

A illustrare le prossime tappe ci ha pensato Rosa Pannetta, della Direzione investimenti area nord ovest di Rfi: «Contiamo di aggiudicare il concorso per la fine dell’anno – ha detto –. Dovrà poi seguire la redazione del progetto di fattibilità tecnico economica, l’iter autorizzativo, la gara per l’assegnazione dei lavori, la redazione del progetto esecutivo. Calcolando poi il tempo dei lavori (previsti in cinque anni, ndr) il nuovo ponte non sarà pronto prima del 2034». Ciò nonostante il progetto, proprio per velocizzare tempi e procedure, sia stato posto sotto commissario (è stato recentemente nominato l’amministratore delegato di Rfi, Aldo Isi).

Il monitoraggio continuo

Il 2034, però, significa quattro anni oltre il tempo fissato da Rfi per il «fine vita» del San Michele. La società ferroviaria non ha mai dato certezza su una possibile proroga al termine del 2030. E anche ieri, ancora a domanda di Lobati su cosa succederà dal 2030 al 2034, l’ha ribadito: «Non possiamo dirlo perché non abbiamo dati certi in merito – ha sostenuto ancora Pannetta –. Il San Michele è costantemente sotto monitoraggio ma non sappiamo come si comporterà da qui al 2030. Chiaro che faremo studi di approfondimento. Non è poi detto che non si renda necessario chiuderlo in parte», ossia ai treni piuttosto che alle auto.

In merito alle tempistiche ha parlato anche l’assessore regionale alle Infrastrutture Claudia Terzi, che ha aperto l’audizione facendo il punto sul lavoro svolto fino ad ora dalla Regione per promuovere la realizzazione del nuovo San Michele, per poi esprimere preoccupazione «che si arrivi troppo in là. Ricordiamoci cosa è accaduto quando il ponte di Calusco ha chiuso. Questo deve essere il faro che guida la nostra azione».

Nell’audizione di ieri Rfi ha anche reso noto quali saranno le indicazioni che inserirà nel bando del concorso internazionale. Chi vi parteciperà dovrà seguire come linea generale due ipotesi di tracciato che sono state elaborate da Italfer, società di progettazione del Gruppo Fs. E che ieri sono state presentate in V Commissione regionale.

Il nuovo ponte

La prima rappresenta un «affinamento» dell’ipotesi sud che Rfi ha già messo sul tavolo da tempo: il nuovo ponte, della lunghezza di 200 metri, disterà esattamente 30 metri dal San Michele. Sarà sempre un ponte misto, però con doppia corsia di marcia e doppio binario che si collegheranno alla linea esistente attraverso due gallerie di approccio della lunghezza complessiva di 600 metri sia dalla parte di Calusco che di Paderno. Nella parte di Calusco sono stati inoltre ridotti i raggi di curvatura dei collegamenti alla linea ferroviaria e alla rete stradale, in modo da impattare meno sul territorio. Il tutto a fronte di un costo di 356 milioni di euro (calcolato nel 2023 e quindi sicuramente da rivedere al rialzo). La seconda, invece, prende spunto dall’ipotesi avanzata dal Comune di Calusco e vede il nuovo viadotto sempre vicino (a 30 metri circa) al San Michele, ma posizionato a nord.

Nell’audizione di ieri Rfi ha reso anche noto di stare portando avanti, su richiesta della Regione, uno studio trasportistico su area vasta per capire meglio quale impatto avrà sulla viabilità del territorio il nuovo viadotto. E per mitigare questo impatto quali nuove opere viabilistiche si ritiene necessario realizzare. «Quando questo studio sarà pronto?», ha chiesto infine il consigliere Michele Schiavi, vicepresidente della V Commissione: «Contiamo – ha risposto Pannetta – di svilupparlo prima del progetto di fattibilità tecnico economica» quindi non prima del 2027.

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