Il marziano sulla terra e il calcio sulla luna

IL COMMENTO. Il marziano Jannik Sinner è approdato sulla terra. Quella terra che fino a poche settimane fa era la superficie per lui più fastidiosa, si fa per dire: la terra rossa, come quella del Foro Italico, che da 50 anni aspettava un trionfo italiano e che ieri – mezzo secolo dopo Adriano Panatta – l’ha celebrato sotto gli occhi del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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Lanciandolo verso l’obiettivo numero uno su quella superficie: lo Slam di Parigi. L’unico che gli manca, dopo che domenica 17 maggio ha completato la collezione dei Master 1000. Diceva Gary Lineker, bomber dell’Inghilterra capocannoniere ai Mondiali di Mexico 86: «Il calcio è un gioco semplice, 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti e alla fine vince la Germania». Con Jannik Sinner, il tennis è diventato ancora più semplice: si gioca in due, si rincorre una pallina, e alla fine vince sempre lui. Spesso tritando gli avversari, a volte – da quando non ha più occasione di incrociare i ferri con Carlos Alcaraz – lottando contro qualche guaio fisico, più che contro il collega dall’altra parte della rete.

Vince Sinner e vince il tennis italiano, che chiude con un bilancio di 417 mila spettatori paganti nonostante gli sgambetti del maltempo (nel 2028 arriverà la copertura), con un impatto economico di un miliardo, con un bilancio tecnico che conferma come l’Italia sia ormai una potenza al di là del fenomeno Sinner: steccano Musetti, Cobolli e Berrettini? Ecco che spuntano Darderi e Pellegrino.

Altra aria rispetto al calcio, che consuma l’ennesima farsa nel suo mezzogiorno di fuoco che poi tanto di fuoco non è: vince chi doveva vincere, cade la Juve che in quello stato sarebbe caduta anche senza l’ombrello della contemporaneità, esulta il Gasp che ritrova la Champions con la Roma dopo gli anni felici dell’Atalanta. Che, da parte sua, accoglie con un sorriso la sconfitta che le regala un altro anno di Europa,e sia pure la Conference. «Skefe de negòt, figüret de la Conference» recitava domenica un illuminante striscione allo stadio. Perla di saggezza popolare i n un calcio che, allontanandosi dal popolo, la saggezza la sta perdendo completamente. Quasi vivesse sulla luna, proprio mentre il marziano è approdato sulla terra.

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