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I CONTROLLI. Basta poco perché un pranzo o una cena, a casa o al ristorante, si trasformino in qualcosa di pericoloso per la salute: un cibo avariato, un prodotto conservato male, un virus o un batterio invisibile.
Lettura 1 min.Lo raccontano periodicamente le cronache, e da ultimo il focolaio di epatite A nella zona di Napoli, probabilmente legato ad alcuni lotti di molluschi contaminati. Per questo, l’azione ispettiva deve essere sistematica.
Nel corso del 2025 l’Ats di Bergamo, attraverso i professionisti della Struttura complessa Igiene alimenti e Nutrizione (inserita nella cornice del Dips, il Dipartimento di Igiene e Prevenzione), ha svolto più di 700 controlli ufficiali, tra ispezioni programmate e verifiche ad hoc, nate cioè da esposti o segnalazioni delle forze dell’ordine, cui si aggiungono 13 audit presso «attività complesse» (industrie alimentari e produttori di materiali e oggetti a contatto con gli alimenti). Il 47,6% degli accertamenti, ossia quasi la metà, ha evidenziato irregolarità: come conseguenza, sono state adottate 129 prescrizioni, 101 sanzioni amministrative, 44 sospensioni dell’attività e 6 segnalazioni all’autorità giudiziaria. «Particolarmente intenso – segnala l’Ats – anche il lavoro di campionamento: tutti i 347 campioni di alimenti e bevande previsti dal piano regionale sono stati eseguiti al 100%, con attività mirate su contaminanti, residui di fitosanitari, microbiologia, additivi e Ogm. Rilevante, inoltre, la collaborazione con altre autorità: sono stati effettuati 24 controlli congiunti con il Dipartimento Veterinario, 90 controlli per il “Piano olimpico” e 18 verifiche con la Polizia stradale sul trasporto alimentare».
E ancora, l’Ats ha gestito 240 «allerte alimentari» per fronteggiare i ritiri dal mercato e i richiami di prodotti non conformi; il monitoraggio dell’acqua potabile è passato da oltre 900 prelievi, mentre lo «sportello» dedicato alla raccolta dei funghi ha emesso più di 200 certificazioni (sono state invece 6 le intossicazioni da funghi). Sommati l’uno all’altro, «questi numeri – conclude l’Ats – confermano l’impegno quotidiano di Ats per garantire ai cittadini la sicurezza degli alimenti e la tutela della salute pubblica, attraverso controlli puntuali, coordinamento tra istituzioni e aggiornamento costante delle competenze professionali».
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