(Foto di Aurélia Chevreul-Gaud / Unsplash)
DA SAPERE. «È fondamentale distinguere l’allergia da un’infezione virale per scegliere il trattamento corretto». Ne parliamo con Renato Sambugaro, allergologo e immunologo di Habilita.
Lettura 2 min.Le allergie stagionali, clinicamente note come rinite allergica stagionale, colpiscono milioni di persone ogni anno. Si scatenano quando il sistema immunitario reagisce in modo eccessivo a sostanze solitamente innocue presenti nell’aria, come i pollini. Approfondiamo l’argomento con Renato Sambugaro, allergologo e immunologo di Habilita.
«C’è un calendario che chi è allergico ai pollini conosce molto bene. A seconda del periodo dell’anno, i “colpevoli” cambiano. La stagionalità dipende dalla fioritura delle piante: in primavera i problemi nascono prevalentemente pollini di alberi (betulla, olivo, cipresso, nocciolo); nella tarda primavera ed estate è il periodo delle graminacee (erba mazzolina, codolina) ed erbe infestanti; in autunno è la volta di ambrosia e muffe, favorite dall’umidità e dalla decomposizione delle foglie».
«È fondamentale distinguere l’allergia da un’infezione virale per scegliere il trattamento corretto. Analizziamo i sintomi. Iniziamo dal prurito di naso e occhi: nell’allergia stagionale è molto comune e intenso, mentre nel raffreddore è un sintomo che si manifesta di rado. Le allergie stagionali solitamente hanno una durata che varia da alcune settimane fino a 1-2 mesi, fin quando è presente il polline. Il raffreddore solitamente scompare dopo circa una settimana. La presenza di muco: nelle allergie è contraddistinto da trasparenza e acquosità, mentre nel raffreddore è più denso e colorato. Infine la febbre. La temperatura, in caso di allergia, non sale mai, mentre è possibile che si possa manifestare nei casi di raffreddore».
«Quando un soggetto allergico inala il polline, il corpo produce anticorpi del tipo IgE. Questi stimolano i mastociti a rilasciare mediatori chimici, tra cui l’istamina, responsabile dell’infiammazione delle mucose, della vasodilatazione e della produzione di muco».
«Sebbene non sia sempre possibile evitare completamente i pollini, alcune abitudini possono ridurre drasticamente l’esposizione. Ecco alcuni consigli: controllare i bollettini dei pollini e limitare le attività all’aperto nelle ore di picco (solitamente la mattina presto o i pomeriggi ventosi); fare la doccia e lavare i capelli prima di andare a dormire per rimuovere i pollini accumulati durante il giorno; tenere le finestre chiuse durante il giorno e utilizzare purificatori d’aria con filtri HEPA».
«Per prima cosa vorrei sottolineare che è sempre consigliabile consultare un medico o un allergologo prima di iniziare una terapia. Solitamente ci sono 4 tipologie di farmaco che possono venire in aiuto a un paziente che soffre di allergie stagionali: gli antistaminici (bloccano l’azione dell’istamina (es. cetirizina, fexofenadina); i corticosteroidi Nasali (spray che riducono l’infiammazione locale (molto efficaci per la congestione); i decongestionanti (utili per brevi periodi (non superare i 3-5 giorni per evitare l’effetto rebound); l’immunoterapia (AIT) (comunemente chiamata “vaccino”, consiste nell’esporre gradualmente l’organismo a dosi crescenti dell’allergene per indurre tolleranza a lungo termine)».
«Le allergie stagionali non sono solo un fastidio passeggero; se trascurate, possono evolvere in asma o sinusiti croniche. Una gestione proattiva, che combini prevenzione ambientale e supporto farmacologico, permette di vivere la stagione della fioritura senza rinunciare al benessere».
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