Allergie di stagione, vietato trascurarle: rischio asma o sinusiti

DA SAPERE. «È fondamentale distinguere l’allergia da un’infezione virale per scegliere il trattamento corretto». Ne parliamo con Renato Sambugaro, allergologo e immunologo di Habilita.

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Le allergie stagionali, clinicamente note come rinite allergica stagionale, colpiscono milioni di persone ogni anno. Si scatenano quando il sistema immunitario reagisce in modo eccessivo a sostanze solitamente innocue presenti nell’aria, come i pollini. Approfondiamo l’argomento con Renato Sambugaro, allergologo e immunologo di Habilita.

Siamo entrati in primavera, iniziano i problemi per chi soffre di allergie stagionali?

«C’è un calendario che chi è allergico ai pollini conosce molto bene. A seconda del periodo dell’anno, i “colpevoli” cambiano. La stagionalità dipende dalla fioritura delle piante: in primavera i problemi nascono prevalentemente pollini di alberi (betulla, olivo, cipresso, nocciolo); nella tarda primavera ed estate è il periodo delle graminacee (erba mazzolina, codolina) ed erbe infestanti; in autunno è la volta di ambrosia e muffe, favorite dall’umidità e dalla decomposizione delle foglie».

Come si distinguono i sintomi di un’allergia stagionale rispetto a quelli del comune raffreddore?

«È fondamentale distinguere l’allergia da un’infezione virale per scegliere il trattamento corretto. Analizziamo i sintomi. Iniziamo dal prurito di naso e occhi: nell’allergia stagionale è molto comune e intenso, mentre nel raffreddore è un sintomo che si manifesta di rado. Le allergie stagionali solitamente hanno una durata che varia da alcune settimane fino a 1-2 mesi, fin quando è presente il polline. Il raffreddore solitamente scompare dopo circa una settimana. La presenza di muco: nelle allergie è contraddistinto da trasparenza e acquosità, mentre nel raffreddore è più denso e colorato. Infine la febbre. La temperatura, in caso di allergia, non sale mai, mentre è possibile che si possa manifestare nei casi di raffreddore».

Cosa succede in un soggetto allergico quando inala del polline?

«Quando un soggetto allergico inala il polline, il corpo produce anticorpi del tipo IgE. Questi stimolano i mastociti a rilasciare mediatori chimici, tra cui l’istamina, responsabile dell’infiammazione delle mucose, della vasodilatazione e della produzione di muco».

Si può fare una prevenzione veramente efficace?

«Sebbene non sia sempre possibile evitare completamente i pollini, alcune abitudini possono ridurre drasticamente l’esposizione. Ecco alcuni consigli: controllare i bollettini dei pollini e limitare le attività all’aperto nelle ore di picco (solitamente la mattina presto o i pomeriggi ventosi); fare la doccia e lavare i capelli prima di andare a dormire per rimuovere i pollini accumulati durante il giorno; tenere le finestre chiuse durante il giorno e utilizzare purificatori d’aria con filtri HEPA».

Quali sono i farmaci più utili per contrastare questo problema?

«Per prima cosa vorrei sottolineare che è sempre consigliabile consultare un medico o un allergologo prima di iniziare una terapia. Solitamente ci sono 4 tipologie di farmaco che possono venire in aiuto a un paziente che soffre di allergie stagionali: gli antistaminici (bloccano l’azione dell’istamina (es. cetirizina, fexofenadina); i corticosteroidi Nasali (spray che riducono l’infiammazione locale (molto efficaci per la congestione); i decongestionanti (utili per brevi periodi (non superare i 3-5 giorni per evitare l’effetto rebound); l’immunoterapia (AIT) (comunemente chiamata “vaccino”, consiste nell’esporre gradualmente l’organismo a dosi crescenti dell’allergene per indurre tolleranza a lungo termine)».

Se non trattate correttamente, le allergie di stagione possono evolvere in qualche problematica più importante?

«Le allergie stagionali non sono solo un fastidio passeggero; se trascurate, possono evolvere in asma o sinusiti croniche. Una gestione proattiva, che combini prevenzione ambientale e supporto farmacologico, permette di vivere la stagione della fioritura senza rinunciare al benessere».

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