Antibiotici, nei bimbi l’efficacia dei farmaci si è ormai dimezzata

LO STUDIO. Il documento è basato sull’analisi di 6.648 campioni batterici provenienti da 11 Paesi.

Gli antibiotici per il trattamento delle infezioni comuni di bambini e neonati hanno perso efficacia in gran parte del mondo, a causa degli alti tassi di resistenza acquisiti dai patogeni. Lo rivela uno studio condotto dall’Università di Sydney e pubblicato sulla rivista Lancet regional Health— Southeast Asia. E’ basato sull’analisi di 6.648 campioni batterici provenienti da 11 Paesi e 86 pubblicazioni sul tema.

Dallo studio si evince che molti antibiotici raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno un’efficacia inferiore al 50% (più che dimezzata) nel trattamento di infezioni pediatriche come polmonite, sepsi e meningite. I risultati dimostrano che le linee guida globali sull’uso degli antibiotici sono obsolete e vanno aggiornate, quelle dell’Oms più recenti risalgono al 2013. Le regioni più colpite dal problema sono il Sud-est asiatico e Pacifico, comprese le vicine Indonesia e Filippine, dove ogni anno si verificano migliaia di morti evitabili nei bambini a causa della resistenza agli antibiotici.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la resistenza antimicrobica è una delle dieci principali minacce globali per la salute pubblica. Nei neonati si stima si verifichino tre milioni di casi di SEPSI in tutto il mondo ogni anno, e fino a 570.000 decessi, molti dei quali dovuti alla mancanza di antibiotici efficaci per trattare batteri resistenti.

La ricerca rivela che la copertura fornita dalle aminopenicilline nella sepsi/meningite neonatale è stata di appena il 26%, mentre quella della gentamicina è stata del 45%.

La copertura delle cefalosporine di terza generazione è stata solo del 29% nella sepsi/meningite neonatale, del 51% nella sepsi pediatrica e del 65% nella meningite pediatrica. Si stima che i carbapenemi forniscano la copertura più elevata: 81% nella sepsi/meningite neonatale, 83% nella sepsi pediatrica e 79% nella meningite pediatrica.

Quindi, per fare un esempio, il ceftriaxone (ampiamente utilizzato per trattare molte infezioni nei bambini, come la polmonite e le infezioni del tratto urinario) è probabilmente efficace nel trattare solo un terzo dei casi di sepsi o meningite nei neonati. Un altro antibiotico, la gentamicina, è risultato efficace nel trattare meno della metà di tutti i casi di sepsi e meningite nei bambini. La gentamicina è molto prescritta insieme alle aminopenicilline, che lo studio ha mostrato avere una bassa efficacia nel contrastare le infezioni del sangue in neonati e bambini.

Ci sono sempre più casi di infezioni batteriche multiresistenti nei bambini di tutto il mondo, sottolinea l’autrice Phoebe Williams: lo studio è un campanello d’allarme per tutto il mondo. «La resistenza agli antibiotici - conclude - sta aumentando più rapidamente di quanto realizziamo. Abbiamo urgente bisogno di nuove soluzioni per fermare le infezioni multiresistenti e le morti evitabili di migliaia di bambini ogni anno».

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