Come contrastare il dolore? Presenza, vicinanza, empatia
NON SOLO FARMACI. Ogni paziente vive il dolore in modo diverso, con fragilità differenti. Anche un gesto semplice può diventare fonte di sollievo.
Lettura 2 min.Domenica 31 maggio si celebra la XXV Giornata nazionale del Sollievo, istituita nel 2001 su proposta dell’allora ministro della Salute, l’oncologo Umberto Veronesi, per promuovere la cultura del sollievo dalla sofferenza fisica e morale. Una ricorrenza che negli anni ha ampliato il proprio significato, arrivando ad abbracciare tutte le condizioni di malattia e fragilità, con un messaggio che per questa edizione è particolarmente significativo: «Io mi prendo cura». Anche l’Asst Bergamo Est aderisce alla giornata con alcune iniziative di sensibilizzazione rivolte ai cittadini, ai pazienti e agli operatori sanitari. In alcuni reparti aziendali saranno allestiti poster dedicati al tema del sollievo dal dolore sui quali i pazienti potranno lasciare pensieri, riflessioni o messaggi attraverso post-it colorati. Saranno inoltre distribuite brochure informative e diffusi video dedicati alla terapia del dolore e all’umanizzazione delle cure. Un modo per invitare le persone a fermarsi e riflettere sul significato del «prendersi cura», concetto che va oltre la sola terapia e riguarda la persona nella sua globalità.
Un modo per invitare le persone a fermarsi e riflettere sul significato del «prendersi cura», concetto che va oltre la sola terapia e riguarda la persona nella sua globalità.
«La Giornata del Sollievo ci ricorda che il dolore non è soltanto un sintomo fisico», spiegano la dott.ssa Fiorella Liuzzo e la dott.ssa Maria Vittoria LaGrotta, professioniste dell’ Asst Bergamo Est che si occupano di terapia del dolore. «La sofferenza coinvolge anche la dimensione emotiva, psicologica e relazionale della persona. Per questo il sollievo passa non solo attraverso le cure, ma anche attraverso l’ascolto, la vicinanza e l’attenzione».
La terapia del dolore rappresenta oggi un ambito fondamentale dell’assistenza sanitaria e si occupa della diagnosi e del trattamento del dolore cronico e persistente, oncologico e non oncologico. Un dolore che può derivare da patologie neurologiche, osteoarticolari, degenerative oppure essere conseguenza di interventi chirurgici o altre condizioni croniche e che, se non adeguatamente trattato, può compromettere profondamente la qualità della vita.
«La sofferenza coinvolge anche la dimensione emotiva, psicologica e relazionale della persona. Per questo il sollievo passa non solo attraverso le cure, ma anche attraverso l’ascolto, la vicinanza e l’attenzione»
«Molte persone convivono per anni con il dolore, spesso pensando che sia inevitabile o che debba essere sopportato», sottolineano le due professioniste. «In realtà oggi esistono percorsi specifici, strumenti terapeutici e approcci multidisciplinari che consentono di aiutare concretamente i pazienti». Il tema scelto per questa XXV edizione – «Io mi prendo cura» – richiama proprio il valore umano dell’assistenza sanitaria. Non soltanto cure intese come terapie, ma attenzione, presenza ed empatia.
«Prendersi cura significa guardare la persona nella sua interezza», spiegano Liuzzo e LaGrotta. «Ogni paziente vive il dolore in modo diverso e porta con sé bisogni, paure e fragilità differenti. Anche un gesto semplice di ascolto o una relazione di fiducia possono diventare fonte di sollievo».
«Prendersi cura significa guardare la persona nella sua interezza», spiegano Liuzzo e LaGrotta. «Ogni paziente vive il dolore in modo diverso e porta con sé bisogni, paure e fragilità differenti. Anche un gesto semplice di ascolto o una relazione di fiducia possono diventare fonte di sollievo».
Un’attenzione che comprende anche il rispetto delle volontà e delle scelte della persona nei momenti più delicati del percorso di cura. «Le Disposizioni Anticipate di Trattamento (Dat, o denominate comunemente testamento biologico) rappresentano uno strumento importante di tutela della dignità e dell’autodeterminazione del paziente», sottolinea la dott.ssa Noemi Sacchi, responsabile della s.s. Terapia Intensiva – Coordinamento ospedaliero procurement dell’Asst Bergamo Est. «Parlare di cure, sollievo e presa in carico significa anche promuovere una cultura dell’ascolto e della consapevolezza, affinché ogni persona possa esprimere in modo libero e informato le proprie volontà».
La Giornata nazionale del Sollievo è promossa dalla Fondazione Nazionale Gigi Ghirotti onlus e dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e coinvolge ogni anno istituzioni sanitarie, associazioni, professionisti e volontari in iniziative dedicate alla diffusione della cultura del sollievo e dell’umanizzazione delle cure. Un tema, quello dell’umanizzazione, che resta centrale anche nell’esperienza quotidiana dei professionisti sanitari. «Il sollievo è sempre possibile», concludono le professioniste dell’Asst Bergamo Est. «Anche quando non è possibile guarire completamente, è sempre possibile accompagnare la persona, alleviare la sofferenza e migliorare la qualità della vita. Ed è questo il senso più profondo del prendersi cura».
© RIPRODUZIONE RISERVATA