«Croniche», la sicurezza si costruisce ogni giorno

IL PAZIENTE AL CENTRO. Quando una malattia accompagna una persona per molti anni, non basta solamente l’assistenza fornita durante il ricovero.

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La Giornata mondiale per la sicurezza del paziente, celebrata lo scorso giovedì, ha richiamato l’attenzione sulle malattie non trasmissibili e sulla necessità di garantire percorsi di cura continui e coordinati. Nell’Asst Bergamo Est, scompenso cardiaco e diabete raccontano concretamente questa sfida: accompagnare il paziente nel tempo mettendo in relazione ospedale, territorio, tecnologia e professionisti. Quando una malattia accompagna una persona per anni, infatti, la sicurezza non si misura soltanto durante un ricovero o una visita. Si costruisce giorno dopo giorno: nell’assunzione corretta dei farmaci, nei controlli programmati, nella capacità di riconoscere un peggioramento e nella continuità delle informazioni tra chi cura.

Lo scompenso cardiaco

È questo il senso del tema scelto quest’anno dall’Oms, «Safe care for noncommunicable diseases», accompagnato dallo slogan «Safe care for life!». Patologie cardiovascolari, diabete, tumori e malattie respiratorie croniche rappresentano complessivamente il 74% dei decessi nel mondo e richiedono spesso assistenza prolungata e il coinvolgimento di più servizi. Una complessità che rende ancora più importante evitare interruzioni nei percorsi di cura. Lo scompenso cardiaco ne è un esempio. È una condizione nella quale il cuore non riesce a garantire all’organismo una quantità di sangue adeguata alle sue necessità. Affanno, stanchezza, gonfiore alle gambe e rapido aumento di peso possono segnalare un peggioramento. La malattia alterna fasi di stabilità a possibili riacutizzazioni, che talvolta portano all’accesso in Pronto Soccorso e al ricovero. Per questo la sorveglianza nel tempo è fondamentale. All’ospedale Bolognini di Seriate è presente un ambulatorio scompenso sardiaco di secondo livello nell’ambito della Riabilitazione specialistica sardiovascolare, con cardiologi e infermieri dedicati ai pazienti con scompenso post-acuto e cronico. Il percorso comprende l’ottimizzazione della terapia, controlli clinici e strumentali, educazione sanitaria e, quando necessario, interventi fisioterapici, dietologici e anche psicologici.

Al centro anche la telemedicina: televisite, teleassistenza e telemonitoraggio infermieristico consentono, nei pazienti per i quali sono indicati, di mantenere un contatto anche dopo la dimissione e di intercettare precocemente segnali che richiedono un approfondimento

Il ruolo della telemedicina

A questa attività si affianca la telemedicina. Televisite, teleassistenza e telemonitoraggio infermieristico consentono, nei pazienti per i quali sono indicati, di mantenere un contatto anche dopo la dimissione e di intercettare precocemente segnali che richiedono un approfondimento. Sono inoltre utilizzati sistemi di home monitoring per pazienti portatori di dispositivi cardiaci. La rete coinvolge anche altri presidi. A Piario è attivo un ambulatorio dedicato allo scompenso, cogestito dalla Medicina generale con la Cardiologia Riabilitativa, con controlli, ecocardiogrammi, telemonitoraggio e terapie infusive. A Calcinate l’attenzione è rivolta in particolare alle persone multipatologiche e fragili segnalate dal medico di medicina generale, mentre a Gazzaniga è possibile accedere all’ambulatorio scompenso su indicazione del medico di medicina generale, anche attraverso il teleconsulto. Il punto centrale è proprio il passaggio dalla fase acuta al ritorno a casa: la dimissione non conclude la cura, ma apre una nuova fase nella quale il raccordo tra specialisti, medico di medicina generale, infermieri, servizi territoriali, paziente e caregiver diventa assolutamente decisivo.

Diabete sotto controllo

Lo stesso principio vale per il diabete. La sicurezza si gioca nel controllo della glicemia, nell’adattamento della terapia, nella prevenzione delle ipo e iperglicemie e delle complicanze, ma anche nella capacità del paziente di gestire consapevolmente la propria malattia. Nuovi farmaci con benefici di protezione renale e cardiovascolare, sistemi di monitoraggio continuo della glicemia e microinfusori permettono oggi cure sempre più personalizzate. La rete diabetologica dell’Asst Bergamo Est, coordinata dalla Medicina generale 2 ad indirizzo metabolico nutrizionale, si articola tra ospedale e territorio con percorsi modulati sulla complessità della persona. Nei diversi presidi vengono seguiti pazienti con diabete di tipo 2, sia nelle fasi di scompenso sia nella gestione della cronicità, con attenzione anche agli altri fattori di rischio cardiovascolare, come dislipidemia e obesità. A Seriate e Piario sono inoltre attivi percorsi per pazienti con diabete di tipo 1 che utilizzano microinfusori o devono iniziare questa terapia. Accanto alla tecnologia resta centrale l’educazione terapeutica: saper utilizzare un sensore, comprendere un valore anomalo e sapere quando chiedere aiuto significa trasformare uno strumento tecnologico in un vero alleato della sicurezza. In questo percorso le infermiere affiancano pazienti e caregiver nella gestione quotidiana della malattia e della terapia.

La sicurezza si gioca nel controllo della glicemia, nell’adattamento della terapia, nella prevenzione delle ipo e iperglicemie e delle complicanze, ma anche nella capacità del paziente di gestire consapevolmente la propria malattia

Visite e consulti a distanza

Per chi convive con una patologia cronica, una cura sicura non è un singolo atto ben eseguito, ma un percorso che non si interrompe

Televisita e teleconsulto integrano le visite in presenza: percorsi strutturati di televisita sono già presenti ad Alzano e Piario e sono in fase di implementazione negli altri presidi. Sul territorio la presa in carico prosegue attraverso la presenza dei diabetologi nelle Case di Comunità e la gestione integrata con i medici di medicina generale. Specifici percorsi sono inoltre dedicati alle donne con diabete in gravidanza a Seriate, Alzano e Piario. Scompenso cardiaco e diabete mostrano così come il concetto di sicurezza del paziente vada oltre il singolo atto sanitario. Significa costruire un sistema capace di accompagnare una persona per mesi e anni, evitando che informazioni, controlli o bisogni di cura si perdano nel passaggio tra servizi diversi. L’Oms invita a considerare chi convive con una malattia cronica non come semplice destinatario dell’assistenza, ma come partner della propria cura. Conoscere la malattia, comprendere la terapia, riconoscere i segnali d’allarme e sapere a chi rivolgersi diventano quindi veri strumenti di sicurezza. È forse questo il messaggio più concreto lasciato dalla Giornata mondiale del 17 settembre: per chi convive con una patologia cronica, una cura sicura non è un singolo atto ben eseguito, ma un percorso che non si interrompe.

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