Cure sicure per tutta la vita, Ats punta sulla «resilienza»

IL CONVEGNO. Un incontro che sarà dedicato al benessere mentale degli operatori e dei caregiver. Al centro la sfida delle malattie croniche.

Lettura 3 min.

Garantire cure sicure lungo tutto l’arco della vita significa non soltanto prevenire gli errori e gestire i rischi clinici, ma anche costruire un sistema sanitario capace di prendersi cura di chi cura. È questo il filo conduttore delle iniziative promosse da Ats Bergamo in occasione della Giornata mondiale della sicurezza del paziente 2026, che quest’anno ha posto al centro dell’attenzione le persone con malattie croniche e la sicurezza dei loro percorsi assistenziali. Il tema assume una particolare rilevanza alla luce dell’impatto delle patologie croniche sulla salute della popolazione mondiale. Diabete, malattie cardiovascolari, tumori, patologie respiratorie e neurologiche sono infatti responsabili di circa il 75% dei decessi a livello globale, per un totale di circa 43 milioni di morti ogni anno. Numeri che rendono evidente la necessità di garantire percorsi di prevenzione, diagnosi, cura e assistenza sempre più sicuri, continui e integrati. Lo slogan scelto per il 2026, «Cure sicure per tutta la vita!», richiama proprio l’esigenza di mantenere elevati standard di sicurezza in ogni fase dell’assistenza, con l’obiettivo di tutelare non solo la sopravvivenza, ma anche la qualità della vita delle persone con patologie croniche.

I rischi lungo il percorso di cura

La gestione delle malattie croniche presenta infatti numerosi fattori di rischio. Ritardi nella diagnosi, errori terapeutici, infezioni, problematiche legate all’utilizzo dei dispositivi medici e, soprattutto, la frammentazione dei percorsi di presa in carico possono tradursi in danni potenzialmente prevenibili. A questi elementi si aggiungono le barriere che possono ostacolare l’accesso alle cure e alla prevenzione, insieme a determinanti sociali come povertà, stigma e una limitata alfabetizzazione sanitaria, la cosiddetta health literacy. Tutti fattori che possono aumentare la vulnerabilità dei pazienti e rendere più complessa la gestione delle patologie croniche. Per affrontare questi rischi è necessario intervenire in modo sistemico, integrando la sicurezza del paziente in ogni passaggio del percorso assistenziale. Un approccio che parte dal rafforzamento dell’assistenza sanitaria primaria e delle strategie di prevenzione e intercettazione precoce, senza trascurare il ruolo dell’assistenza secondaria e terziaria.

Ritardi nella diagnosi, errori terapeutici, infezioni, problematiche legate all’utilizzo dei dispositivi medici e, soprattutto, la frammentazione dei percorsi di presa in carico possono tradursi in danni potenzialmente prevenibili

Le iniziative di Ats Bergamo

In questo quadro si inseriscono le diverse attività attraverso cui Ats Bergamo contribuisce alla sicurezza dei pazienti. Il Centro Screening del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria lavora per rendere sempre più sicuri i processi di diagnosi precoce di alcune patologie oncologiche, mentre la Farmacovigilanza del Servizio Farmaceutico Territoriale è impegnata nella prevenzione e nella gestione degli eventi avversi e delle reazioni avverse ai farmaci. In questo ambito rientra il progetto «Farma-safety in Rsa», finanziato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) e realizzato con il coordinamento e il supporto scientifico dell’Istituto Mario Negri. L’obiettivo è rafforzare la sicurezza della terapia farmacologica nelle strutture residenziali. Sempre nelle Rsa e nelle Rsd, la funzione risk management di Ats Bergamo coordina inoltre un progetto rivolto alla sensibilizzazione degli operatori sulla sicurezza degli ospiti. Si tratta in larga parte di persone fragili, spesso anziane e affette da più patologie croniche, per le quali la qualità e la sicurezza dell’assistenza assumono un’importanza ancora maggiore. La segnalazione degli incidenti, compresi quelli mancati, permette di analizzare criticità e vulnerabilità del sistema e di trasformare l’esperienza degli errori in uno strumento di miglioramento.

La sicurezza delle cure, però, non si esaurisce all’interno delle singole strutture. Una delle principali sfide per le persone con malattie croniche è infatti assicurare continuità tra i diversi livelli assistenziali

Dalla frammentazione dei percorsi alla rete « cure primarie»

La sicurezza delle cure, però, non si esaurisce all’interno delle singole strutture. Una delle principali sfide per le persone con malattie croniche è infatti assicurare continuità tra i diversi livelli assistenziali. Per questo l’unità di Management di progetti innovativi strategici e indirizzi di sviluppo dipartimentali e interaziendali di Ats Bergamo collabora con i Distretti e le Case di Comunità del territorio per rafforzare le cure primarie e sviluppare percorsi multidisciplinari integrati. In questa direzione si colloca anche Circe-Ja, progetto internazionale finanziato dall’Unione europea, finalizzato a sperimentare modalità organizzative in grado di contrastare la frammentazione dei percorsi di cura e le conseguenti ricadute sulla salute della popolazione. Ma la sicurezza del sistema passa anche dal benessere di chi vi lavora.

Il fattore umano al centro

Stress occupazionale e burnout possono infatti diventare precursori di errori latenti e incidere sulla capacità dell’intero sistema sanitario di reagire alle situazioni critiche. Per questo Ats Bergamo è impegnata anche sul fronte del fattore umano, della qualità e della sicurezza delle cure, attraverso un’ulteriore iniziativa di respiro internazionale. I due progetti internazionali promossi dall’Agenzia condividono una finalità: sperimentare, consolidare e diffondere buone pratiche, mettendo in relazione esperienze diverse e favorendo un confronto che possa tradursi in modelli replicabili.

Il convegno del 25 settembre

È su queste premesse che la funzione Risk Management di Ats Bergamo ha organizzato per venerdì prossimo, 25 settembre, il convegno dal titolo «Resilienza e benessere mentale degli operatori e dei caregivers per un’assistenza in sicurezza e di qualità: esperienze internazionali e locali a confronto». L’appuntamento, riservato agli operatori sanitari e sociosanitari, sarà l’occasione per approfondire il rapporto tra benessere degli operatori, resilienza organizzativa e sicurezza dell’assistenza, mettendo a confronto esperienze maturate sul territorio con progettualità e buone pratiche di carattere internazionale. L’iniziativa si inserisce nel quadro del Programma Mattone Internazionale Salute – ProMis, nell’ambito della programmazione 2026-2028, e rappresenta un ulteriore tassello del percorso intrapreso da Ats Bergamo per promuovere una cultura della sicurezza che coinvolga l’intero sistema: dai pazienti agli operatori, dai caregiver alle strutture, fino alla rete territoriale delle cure. Perché garantire «cure sicure per tutta la vita» significa anche creare le condizioni affinché chi assiste possa lavorare in un ambiente capace di sostenere il benessere, prevenire il rischio e imparare dalle criticità. Una sanità più sicura, in altre parole, passa anche dalla capacità di prendersi cura delle persone che ogni giorno rendono possibile l’assistenza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA