Endometriosi, ad Alzano e Seriate diagnosi e cura
UN PROGETTO DI RETE. Un percorso dedicato accompagna le donne dal sospetto diagnostico alla presa in carico.
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Dolore pelvico cronico, mestruazioni molto dolorose, disturbi intestinali o urinari che si ripresentano ciclicamente, dolore durante i rapporti e difficoltà nel concepimento. Sono alcuni dei segnali con cui può manifestarsi l’endometriosi, una patologia cronica, estrogeno-dipendente e progressiva che interessa una quota significativa della popolazione femminile. Si stima che ne soffra tra il 4 e il 10% delle donne in età fertile; in Italia, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, le pazienti sono circa tre milioni.
A pesare non sono soltanto i sintomi, che in alcuni casi possono diventare fortemente invalidanti, ma anche il ritardo con cui si arriva alla diagnosi. Per molte donne il percorso è ancora lungo e frammentato: il dolore mestruale severo viene talvolta considerato inevitabile, minimizzato oppure ricondotto a una generica «normalità» del ciclo. Il risultato può essere una successione di visite e accertamenti senza una lettura unitaria del problema, con conseguenze sulla qualità della vita, sulla sfera relazionale, sul benessere psicologico e, in alcuni casi, sulla fertilità.
Per rendere più tempestiva la diagnosi e più ordinata la presa in carico, Regione Lombardia ha sviluppato una rete dedicata secondo il modello hub e spoke. I centri Spoke seguono le pazienti che necessitano di inquadramento diagnostico, terapia medica e controlli nel tempo; i centri Hub intervengono invece nei quadri più complessi, quando sono richiesti diagnostica avanzata, chirurgia laparoscopica specialistica, consulenza sulla fertilità o percorsi di procreazione medicalmente assistita.
In questa rete si inseriscono gli ospedali di Alzano Lombardo e Seriate dell’Asst Bergamo Est, individuati come centri spoke. I due presidi operano in modo integrato e mettono a disposizione competenze cliniche, diagnostiche e assistenziali per accompagnare la paziente dalla fase del sospetto alla definizione della terapia e al successivo monitoraggio.
Da gennaio, all’Ospedale di Alzano Lombardo, è attivo un ambulatorio dedicato alle donne con sospetta o accertata endometriosi. Il servizio rappresenta un punto di accesso riconoscibile per il territorio e consente di effettuare una valutazione ginecologica specialistica, completata, quando indicato, da un’ecografia di secondo livello.
La presa in carico non si limita però alla singola visita. In base alle necessità possono essere coinvolti radiologi, per gli approfondimenti con risonanza magnetica; psicologi, quando la malattia incide sulla sfera emotiva e relazionale; ostetriche con competenze riabilitative; professionisti della nutrizione; anestesisti e specialisti della terapia del dolore nei casi più complessi o invalidanti. Un’ostetrica case manager accompagna inoltre la paziente nei diversi passaggi diagnostici e terapeutici, favorendo continuità, orientamento e collegamento tra i professionisti.
Il principio è costruire un percorso personalizzato e non episodico. La terapia viene modulata considerando il quadro clinico, l’intensità dei sintomi, l’età, il desiderio di gravidanza e l’evoluzione della malattia. L’obiettivo è intercettare e trattare precocemente le pazienti, cercando di controllare la patologia prima che si renda necessario l’invio a un centro hub.
I casi che non rispondono alla terapia medica, quelli con indicazione chirurgica o con specifiche esigenze legate alla fertilità vengono invece indirizzati al livello specialistico più appropriato, secondo criteri di sicurezza e appropriatezza clinica. La forza della rete consiste proprio nella possibilità di orientare ogni donna verso il luogo di cura più adeguato, evitando sia l’accesso improprio ai centri di alta specializzazione sia ritardi nei quadri che richiedono trattamenti più complessi.
Un altro elemento centrale è il raccordo con il territorio. L’accesso all’ambulatorio avviene tramite prenotazione al Cup con impegnativa redatta da uno specialista ginecologo ospedaliero o consultoriale dell’Asst Bergamo Est. Anche il medico di medicina generale può predisporre l’impegnativa su indicazione dello specialista oppure dopo un teleconsulto con il medico dell’ambulatorio. Il percorso prevede inoltre l’invio da parte dei consultori, riducendo la dispersione tra servizi e facilitando la continuità assistenziale.
L’endometriosi, infatti, non è una condizione da affrontare soltanto nel momento dell’emergenza o quando il dolore diventa insostenibile. È una malattia cronica che richiede ascolto, monitoraggio e una relazione stabile tra paziente, specialisti e medicina territoriale. La rete di Alzano e Seriate punta proprio a offrire un riferimento vicino, competente e riconoscibile, capace di integrare ospedale e territorio e di indirizzare ogni donna verso il livello di cura più adeguato.
La sfida resta anche culturale: un dolore mestruale molto intenso, ricorrente e tale da interferire con la vita quotidiana non deve essere considerato normale. Conoscere i sintomi, parlarne senza imbarazzo e rivolgersi tempestivamente ai professionisti può cambiare la storia clinica di molte donne. Una diagnosi più precoce non significa soltanto trattare meglio la malattia, ma tutelare la qualità della vita, la progettualità personale e, quando possibile, la fertilità.
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