Federfarma: stabile l’approvvigionamento dei medicinali in Italia

IL TAVOLO TECNICO. Nessuna criticità particolare nell’approvvigionamento dei farmaci rispetto alle normali carenze già presenti sul mercato.

È quanto emerge dalla riunione del Tavolo tecnico sull’approvvigionamento dei farmaci, dedicato al monitoraggio delle forniture, convocata per verificare possibili problemi legati allo scenario internazionale, alla presenza del ministro della Salute Orazio Schillaci e del sottosegretario Marcello Gemmato. Durante l’incontro, che ha coinvolto Aifa, filiera produttiva e distributiva, professionisti del settore, i rappresentanti della filiera del farmaco hanno confermato un quadro complessivamente stabile, segnalando però l’aumento dei costi delle materie prime e dei materiali di confezionamento.

Per il presidente di Federfarma Sunifar, Gianni Petrosillo, rimane confermata «l’importanza del ruolo delle farmacie nella prassi della gestione delle carenze, con confronti con il medico curante per l’adozione delle migliori soluzioni alternative» e l’opportunità di «rendere più flessibili le regole sulla sostituzione per garantire continuità assistenziale». Gemmato ha espresso soddisfazione per l’assenza di criticità rilevanti, ricordando che la riforma della normativa farmaceutica punta anche a rafforzare la produzione nazionale, così da ridurre la dipendenza dall’estero. Il sottosegretario ha inoltre sottolineato l’importanza di un controllo costante della situazione, anche in relazione ai Paesi asiatici da cui provengono molti componenti necessari alla produzione dei medicinali.

Non esattamente in linea il pensiero di Riccardo Zagaria, presidente di «Egualia», a margine della presentazione del Rapporto sulla farmacia, presentato da Cittadinanzattiva e Federfarma. «La crisi in Medio Oriente - ha detto ad Ansa - sta irrigidendo la catena di fornitura dei medicinali, sia sotto il profilo logistico sia per l’aumento dei costi di produzione, con ripercussioni dirette sulla disponibilità dei farmaci. In questo contesto, è imprescindibile adottare interventi urgenti ed efficaci anche a tutela della sostenibilità del comparto dei farmaci a brevetto scaduto, al fine di evitare un ulteriore aggravarsi delle carenze di medicinali essenziali».

Il numero uno dell’associazione dei produttori di farmaci equivalenti e biosimilari aggiunge: «Questa criticità è stata già più volte rappresentata alla politica e alle autorità regolatorie; si auspica che venga adeguatamente considerata sia nella gestione del Prontuario da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco sia nell’ambito del disegno di legge delega di riordino della farmaceutica. I farmaci fuori brevetto richiedono misure tempestive per garantirne continuità produttiva e accessibilità». Gli equivalenti sono farmaci con lo stesso principio attivo, la stessa efficacia e lo stesso profilo di sicurezza dei medicinali di riferimento. «Eppure, questa evidenza - ha precisato Zagaria interenendo al convegno - non si è ancora tradotta in una piena fiducia da parte dei cittadini. Il problema non è tecnico ma culturale, come dimostrano le grandi differenze territoriali nel loro utilizzo».

Negli anni i farmaci equivalenti hanno contribuito a garantire accesso ai farmaci a più cittadini e a contenere la spesa pubblica, «ma allo stesso tempo si è continuato a considerarli come una voce di costo da comprimere». Serve una comunicazione «efficace e continua» sulla loro utilità, e «superare la logica del massimo ribasso nelle gare per garantire continuità delle forniture e sostenibilità industriale».

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