L’«Heart Team» per gestire al meglio i problemi del cuore

ENDO TASK. Al Centro congressi Giovanni XXIII si è svolta l’edizione 2026 del congresso dedicato all’interventistica cardiovascolare e alle tecniche endovascolari mininvasive.

Bergamo si conferma punto di riferimento nazionale per l’innovazione in ambito cardiovascolare. Al Centro congressi Giovanni XXIII si è svolta l’edizione 2026 di EndoTask, organizzato dalla Cardiologia dell’Asst Bergamo Est, congresso dedicato all’interventistica cardiovascolare e alle tecniche endovascolari mininvasive, che ha riunito specialisti provenienti da tutta Italia per fare il punto sulle strategie terapeutiche più avanzate. Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi la prima causa di mortalità nei Paesi occidentali. In questo contesto, l’evoluzione delle tecniche mininvasive sta cambiando in modo significativo la gestione clinica di pazienti spesso fragili, anziani o affetti da più patologie. Procedure eseguite attraverso accessi percutanei e tecnologie transcatetere o tramite la chirurgia robotica consentono infatti di ridurre il trauma operatorio, accorciare i tempi di degenza e favorire un recupero più rapido.

«Fase di trasformazione»

Durante le due giornate si sono alternati interventi teorici, discussioni di casi clinici complessi e sessioni dedicate alle nuove piattaforme tecnologiche, alla telemedicina, alle terapie farmacologiche più recenti e promettenti. Ampio spazio è stato riservato all’evoluzione dell’imaging cardiovascolare, fondamentale per pianificare procedure sempre più precise, e alle soluzioni transcatetere per il trattamento delle valvulopatie e delle patologie vascolari. Nella giornata di sabato gli esperti si sono inoltre confrontati sulle novità nell’ambito delle linee guida e delle terapie innovative per la cura e la prevenzione delle patologie cardiovascolari. «La medicina cardiovascolare sta attraversando una fase di trasformazione profonda», ha spiegato il dottor Antonino Pitì, responsabile scientifico del congresso. «Le tecniche mininvasive permettono di trattare un numero sempre maggiore di pazienti con procedure meno traumatiche e tempi di recupero più rapidi. Ma l’innovazione tecnologica deve sempre essere accompagnata da formazione continua e confronto tra professionisti».

Il ruolo dell’«Heart Team»

Uno dei messaggi chiave emersi da EndoTask 26 è il ruolo centrale dell’«Heart Team», il gruppo multidisciplinare composto da cardiologi interventisti, cardiochirurghi, radiologi, anestesisti e specialisti dell’imaging. La gestione delle patologie cardiovascolari complesse non può più essere affidata a una singola competenza, ma richiede una valutazione collegiale che integri diagnosi, scelta terapeutica e follow-up. «EndoTask rappresenta un laboratorio di condivisione clinica», ha aggiunto Pitì. «La complessità crescente dei pazienti impone un approccio integrato: solo attraverso la collaborazione strutturata tra diverse specialità possiamo garantire cure appropriate, sostenibili e realmente centrate sulla persona». Dello stesso avviso il dottor Davide Personeni, direttore della Cardiologia dell’ospedale Bolognini di Seriate: «Oggi non basta scegliere la tecnica migliore. È necessario costruire un percorso assistenziale completo, che accompagni il paziente dalla diagnosi alla riabilitazione. Il confronto tra centri e professionisti

Tecnologia e salute

L’evento ha confermato il ruolo di Bergamo e dell’Asst Bergamo Est come realtà attive nella ricerca e nell’applicazione delle più moderne tecnologie cardiovascolari, inserite in un sistema sanitario regionale che investe in innovazione e formazione. La presenza di numerosi specialisti provenienti da altre regioni italiane testimonia come EndoTask sia diventato negli anni un appuntamento di riferimento per l’aggiornamento sulle procedure endovascolari, con un forte orientamento formativo: le sessioni sono state accreditate ECM e rivolte a medici, infermieri e tecnici sanitari. Il progresso delle tecniche mininvasive non è soltanto un traguardo tecnologico, ma si traduce in benefici tangibili per i cittadini: minore invasività, riduzione delle complicanze, tempi di ricovero più brevi e ritorno più rapido alla vita quotidiana. Elementi particolarmente rilevanti in una popolazione che invecchia e presenta un numero crescente di pazienti con pluripatologie. «La sfida dei prossimi anni», ha concluso Personeni, «sarà integrare sempre di più innovazione tecnologica, sostenibilità del sistema e qualità delle cure, mantenendo al centro sicurezza e appropriatezza».

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