Non sempre sono solamente «semplici» reumatismi

REUMATISMI. Dolore alle articolazioni che peggiora a riposo, rigidità articolare al risveglio, gonfiori improvvisi. Tutti questi sintomi potrebbero essere la spia di una patologia di origine reumatologica.

«Le patologie reumatiche, spesso liquidate come “semplici reumatismi”, richiedono un inquadramento specialistico da parte del reumatologo. Se non diagnosticate e trattate tempestivamente, infatti, possono causare danni irreversibili alle articolazioni ma anche a tendini, legamenti, muscoli e altri organi, causando disabilità significative, oltre a condizionare pesantemente la vita di chi ne soffre» sottolinea il dottor Emanuele Bizzi, medico allergologo ed immunologo dell’Unità operativa di Medicina generale del Policlinico San Marco, che collabora anche con il Centro diagnostico Treviglio.

Quali sono i campanelli d’allarme?

«I più comuni sono rigidità al risveglio, come sensazione di articolazioni “legate” per più di 15-30 minuti; un dolore “infiammatorio” che tiene svegli di notte o migliora muovendosi, ma peggiora dopo il riposo; gonfiori improvvisi a mani, polsi o ginocchia che appaiono tumefatti

e caldi; perdita di forza anche per svolgere azioni quotidiane come aprire un barattolo o salire le scale».

Quali sono le malattie reumatiche più comuni?

«Le malattie reumatiche costituiscono un vasto gruppo di patologie che colpiscono principalmente le articolazioni, ma possono interessare anche muscoli, ossa, tendini e organi interni. Tra le più comuni troviamo le artriti infiammatorie e le connettiviti, come l’artrite reumatoide, malattia autoimmune che provoca infiammazione persistente e progressiva delle articolazioni, il Lupus Eritematoso Sistemico (LES) e l’artrite psoriasica. Vi è poi l’artrosi, patologia degenerativa legata all’usura della cartilagine articolare. Un altro gruppo è rappresentato dalla gotta e altre malattie metaboliche che causano accumulo di cristalli nelle articolazioni. Infine, la fibromialgia, una sindrome complessa caratterizzata da dolore muscoloscheletrico diffuso, affaticamento cronico e disturbi del sonno, in assenza di un’infiammazione articolare vera e propria».

Come è possibile curarle?

«Il percorso diagnostico – terapeutico prevede una presa in carico globale e un approccio su misura. Il primo passo è una visita specialistica reumatologica con valutazione e inquadramento clinico. L’iter diagnostico comprende anche esami come l’ecografia articolare con Power Doppler per “vedere” l’infiammazione in tempo reale. Una volta inquadrata la patologia, oggi esistono diverse opzioni terapeutiche che includono infiltrazioni intra-articolari con svariati tipi di prodotti, nei casi di coinvolgimento pauci-articolare, fino a farmaci biologici di ultima generazione, più indicati nelle forme sistemiche. L’obiettivo non è solo quello di curare la malattia, ma soprattutto restituire al paziente autonomia, libertà e benessere, assecondando il più possibile le sue aspirazioni».

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