Ortopedia, il ruolo del robot sempre più vicino al paziente

L’INTERVISTA. L’uso del robot in sala operatoria sta rivoluzionando molti ambiti della medicina, tra cui l’ortopedia.

Ci spiega come il dottor Vittore Costa, responsabile di Chirurgia Ortopedica in Humanitas Gavazzeni, con un’attenzione particolare alle protesi di ginocchio.

In quale modo il robot aiuta il lavoro del chirurgo?

«Tradizionalmente, la chirurgia protesica si basa sulla corretta esecuzione dei tagli ossei e sul posizionamento delle componenti protesiche secondo riferimenti anatomici e meccanici.

L’avvento della chirurgia robotica consente di integrare nella pianificazione dell’intervento non solo la geometria dei tagli ossei – quanto mai fondamentale quando si parla di protesi del ginocchio – ma anche il bilanciamento dei legamenti, elemento fondamentale per garantire stabilità, mobilità e corretta cinematica dell’articolazione protesizzata. E tutto ciò in modo “predittivo”, ovvero prima di eseguire l’intervento, rappresentando i parametri in grafica 3D».

La robotica sostituirà l’esperienza del chirurgo?

«Sicuramente no. La chirurgia robotica è uno strumento avanzato che amplifica e valorizza l’esperienza del chirurgo, rendendo l’intervento più controllabile, documentabile e riproducibile. Permettendo di raggiungere livelli di precisione e di controllo difficilmente ottenibili con le tecniche tradizionali».

Quindi il robot esegue, ma non decide…

«Esattamente. Nel nostro caso può ad esempio evidenziare le incongruenze meccaniche o, meglio, biomeccaniche conseguenti ad un’artrosi di anca o ginocchio prima che si compia la chirurgia. In modo da permettere al chirurgo le scelte strategiche più adatte per ricercare il miglior compromesso possibile».

Quali i vantaggi finali per il paziente?

«La chirurgia robotica permette di eseguire interventi più controllati, pianificati e personalizzati, garantendo al paziente minor impatto e un recupero più rapido».

Quali saranno le possibili evoluzioni dell’uso del robot?

«Le evoluzioni della chirurgia robotica in ortopedia - con integrazione di IA - stanno creando un sistema digitale che accompagna il paziente prima, durante e dopo l’intervento. Uno sviluppo che avrà tre grandi fasi integrate. Si partirà dall’analisi biomeccanica preoperatoria del paziente, che si tradurrà in un “avatar” sul quale eseguire una pianificazione dell’intervento. In sala operatoria il chirurgo potrà poi verificare che l’intervento già pianificato venga correttamente eseguito e soprattutto sarà presente qualora vi fossero delle complicanze. Infine, il paziente verrebbe assistito dall’analisi biomeccanica, eseguita con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale, che confronterà “l’avatar” pre-chirurgico con quello post operatorio, identificando miglioramenti o limiti da superare. Una visione che stiamo sviluppando in collaborazione con istituti universitari e, in particolare, con le Facoltà di Ingegneria, attraverso specifici progetti di dottorato».

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