Trombosi e cancro, quale relazione? A Bergamo i big del settore
IL SUMMIT. Tra trombosi e cancro ci sono relazioni importanti: la trombosi può aumentare la gravità del tumore e il cancro può favorire la formazione di trombosi.
Nei pazienti oncologici, dopo il cancro, la seconda causa di morte è rappresentata dal tromboembolismo. Una condizione da 4 a 11 volte più frequente nelle persone malate di cancro rispetto a chi non lo è. Anche le terapie anti-tumorali aumentano ulteriormente il rischio di formazione di trombi. Un argomento specialistico, certo. A questo tema, infatti, dal 17 al 19 aprile a Bergamo, è dedicata la XIII edizione di un Congresso internazionale cui partecipano relatori di tutto il mondo. L’argomento però non è riservato solo a medici e scienziati, anzi: conoscerlo da parte delle persone comuni può aiutare a favorire la prevenzione e gestire meglio la malattia e la cura.
Che cosa è la trombosi
La trombosi è la formazione di un coagulo nel sangue che può manifestarsi anche nelle vene più profonde, soprattutto nelle gambe. È una condizione pericolosa perché può causare embolia polmonare e portare alla morte. Succede quando un frammento del trombo si stacca e risale fino a un’arteria polmonare, ostruendola. Da lì il sangue non passa più e quella parte di polmone non è più alimentata. Ci si trova così di fronte a tromboembolismo, la combinazione di trombosi venosa profonda e embolia polmonare.
Il tumore ha caratteristiche che facilitano la coagulazione del sangue, aumentando la possibilità di formazione di trombosi. Allo stesso tempo, l’attivazione della coagulazione facilita la progressione tumorale. La trombosi quindi si associa ad una peggiore prognosi del tumore.
Sapere è importante: aiuta ad assumere consapevolezza, conoscere il rischio e riconoscere prima i segni dell’insorgenza della malattia trombotica che possono manifestarsi, per esempio, con gonfiore di una gamba, rossore e dolore o con respiro affannato
Inoltre, con la trombosi intervengono molti problemi: necessità di iniziare terapie anticoagulanti, aumento del rischio di emorragie, talora esigenza di ricovero, aumento del carico di cure e di stress per il paziente, oltre che possibili ritardi o interruzioni delle terapie anti-tumorali. Sapere è importante: aiuta ad assumere consapevolezza, conoscere il rischio e riconoscere prima i segni dell’insorgenza della malattia trombotica che possono manifestarsi, per esempio, con gonfiore di una gamba, rossore e dolore o con respiro affannato. Aiuta anche a fare prevenzione, scegliendo stili di vita adeguati - movimento, leggera attività fisica - e attenzione ai fattori di rischio come ipertensione arteriosa e colesterolo alto.
Un tema delicato e complesso, al centro dei lavori della International Conference on thrombosis and hemostasis Issues in cancer che si terrà dal 17 al 19 Aprile al Centro Congressi Giovanni XXIII, presieduto dalla prof.ssa Anna Falanga (Bergamo), dal prof. Benjamin Brenner (Israele) e dal prof. Alok A. Khorana (Stati Uniti).
È questa la tredicesima edizione di un evento biennale che si tiene a Bergamo dal 2001, noto a livello internazionale come il «Bergamo meeting». Riconosciuto per l’elevata qualità scientifica e l’atmosfera collaborativa, riunisce i maggiori esperti, ricercatori, clinici, infermieri e pazienti del mondo. L’obiettivo finale è ridurre l’impatto e le conseguenze della trombosi e dell’emorragia associate al cancro, migliorare la qualità della vita e la gestione dei pazienti e alleggerire il carico sul sistema sanitario.
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