Vaccino anti difterite, in Bergamasca copertura al 96,5%: «Sicuro ed efficace»

PREVENZIONE. Dopo la morte di una bimba non protetta a Palermo, si rinnova l’appello ad aderire alle campagne. Il pediatra Greco: «Qui dati sopra la media per l’esavalente».

Lettura 2 min.

Ciclicamente, trascinato dalla cronaca e incendiato dalle polemiche, il tema torna a galla. La triste vicenda di Palermo, dove una bimba di quattro anni è morta a causa della difterite, patologia contro la quale non era vaccinata, ha riacceso il dibattito sui vaccini: un presidio di sanità pubblica fondamentale, che ha rivoluzionato la medicina, ma che spesso diventa oggetto di scontro, persino furibondo.

I dati in Bergamasca confermano una buona adesione alle campagne d’immunizzazione per i più piccoli: per l’esavalente, che si riceve generalmente nel primo anno di vita e «tutela» da sei malattie infettive pericolose (la difterite, appunto, ma anche il tetano, la pertosse, la poliomielite, l’epatite B e l’Haemophilus influenzae tipo b), le ultime rilevazioni riferite al 2025 indicano una copertura superiore al 96,5%, superiore cioè alla soglia del 95% presa a riferimento sia a livello nazionale sia dall’Organizzazione mondiale della sanità per garantire l’immunità di gruppo; anche per l’Mpr, cioè il combinato morbillo-parotite-rosolia, si va oltre il 96%. «Sul nostro territorio – sottolinea Luigi Greco, pediatra e consigliere dell’Ordine dei medici di Bergamo – l’adesione alle vaccinazioni è buona ed è sopra la media nazionale».

Chiaramente, riflette Greco, «l’importanza delle vaccinazioni in questo periodo è brutalmente salita agli onori della cronaca». A creare disorientamento in alcune fasce della popolazione sono alcuni fattori: «Due in particolare – prosegue il pediatra -. Il primo è l’ignoranza, intesa come mancanza di conoscenza sulla questione, e il secondo, più specifico, è il fatto che da decenni non si sentiva parlare di morti per difterite in Italia: la gente se n’è dimenticata».

Che cosa è la difterite

Greco entra più nel dettaglio di questa patologia. «È una malattia in cui il batterio è sensibile all’antibiotico: l’antibiotico però uccide il patogeno, ma non ferma la malattia, che è data da una tossina che, una volta ucciso il batterio, resta ancora in circolo ed è in grado di produrre danni». Ecco perché, da solo, l’antibiotico non è capace di dare quella protezione che invece il vaccino conferisce all’organismo. Il medico usa una metafora: «Con l’antibiotico per la difterite, è come se abbattessimo con la contraerea un bombardiere dopo che ha già sganciato le sue bombe. Con la vaccinazione, invece, si previene l’infezione: il vaccino contro la difterite è un tossoide, cioè una tossina resa innocua, tale da stimolare il sistema immunitario con anticorpi che impediscono alla tossina di entrare nelle cellule e danneggiare l’organismo».

Validità ed efficacia del vaccino

L’Istituto superiore di sanità (Iss) ha pubblicato una serie di domande e risposte per chiarire ogni dubbio sulla difterite: «La difterite è prevenibile con un vaccino, sicuro ed efficace – specifica il documento -. L’immunizzazione contro la difterite, contenuta nel vaccino obbligatorio esavalente, è una vaccinazione sicura e efficace che ha consentito, dal 1939 al 2015, come stimato da uno studio italiano dell’Iss, di prevenire in questo arco di tempo circa due milioni di casi. Grazie ai programmi vaccinali, sin dagli anni Settanta, come riportato dall’Istat, nel nostro Paese, si è passati dai duemila decessi all’anno a nessun decesso in bambini fino ai cinque anni alla fine degli anni ’70 fino al 2015».

Oltre gli elementi oggettivi della scienza, è il rapporto fiduciario con il pediatra a rappresentare una risorsa preziosa per le famiglie in caso di dubbi: «Il consiglio – conclude Greco – è quello di consultarsi con il medico, per vaccinarsi senza alcuna remora sapendo che i vantaggi sono infinitamente più grandi rispetto ai possibili rischi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA