«Zone grigie» in Cardiologia: da tutta Italia per il convegno
LA NONA EDIZIONE. Da giovedì 11 giugno a sabato al Centro congressi Giovanni XXIII: il focus sulle patologie più diffuse. Senni: «Chiarezza sugli aspetti difficili».
Lettura 1 min.Se è vero che la scienza ogni giorno compie un passo avanti, al tempo stesso rimangono delle «zone grigie», situazioni cliniche nelle quali le linee guida non offrono risposte ancora definitive. Che fare? Al medico tocca integrare le evidenze consolidate, l’esperienza personale e la personalizzazione delle cure. È questo il punto di partenza di «Grey Zones in Cardiology», il congresso nazionale organizzato da Michele Senni – direttore del Dipartimento Cardiovascolare del «Papa Giovanni» – e promosso dalla Cardiologia dell’Asst Papa Giovanni, che da domani a sabato vivrà al Centro Congressi Giovanni XXIII la sua nona edizione. Si parlerà di alcune delle patologie più diffuse in ambito cardiologico – dall’insufficienza cardiaca alle cardiomiopatie, dall’amiloidosi alla morte improvvisa, allargando lo sguardo anche all’obesità – e lo si farà con modalità innovative e interattive: saranno presentati casi clinici reali, e il dibattito tra camici bianchi sarà «stuzzicato» anche da sistemi di televoto e confronto col pubblico.
Rivolto ai cittadini
«L’impianto del convegno – riflette il professor Michele Senni – è sempre quello di cercare di analizzare ciò che le linee guida non dicono con chiarezza, attraverso un format originale. Avremo anche delle interviste con un opinion leader che dialoga con il relatore, partendo da una premessa di cinque minuti sui messaggi che tutti devono conoscere, e poi lasciando spazio a domande libere per andare più a fondo su aspetti difficili da discutere».
Rigore scientifico e clima informale, è grazie a questa combinazione che «Grey Zones» si pone come un appuntamento capace di attrarre medici da tutta Italia e di aprire le porte anche a un pubblico generalista, quella cittadinanza che è il «cuore» della professione medica. Tra i relatori ci sarà anche Thomas Lüscher, presidente della Società europea di cardiologia, che dedicherà la propria lectio (venerdì alle 14,45) al futuro della cardiologia, mentre lo psichiatra Gyorgy Purebl (domani alle 15,30) toccherà il tema dell’approccio al paziente: «Si riflette poco sul fatto che il paziente può avere crisi di panico, ansia, depressione, ipocondria – spiega Senni –: ci sono delle domande-chiave che normalmente non conosciamo e lasciamo alla sensibilità del singolo medico, ma occorre affrontare questi problemi con metodo più scientifico».
Contro le fake news
Altro tratto distintivo è la «contaminazione» tra discipline, nell’ottica di un sistema cardiovascolare sempre più connesso con le altre patologie, mentre la sessione conclusiva – sabato dalle 12 alle 13,15, moderata dal direttore de «L’Eco di Bergamo» Alberto Ceresoli – metterà al centro la questione delle fake news, con incursioni anche su argomenti «pop» come il vino, il microbiota, il sonno: «Non dobbiamo lasciare che sui social dominino le notizie false – rimarca Senni –. È un dovere di medici e scienziati fare chiarezza e corretta informazione, per diffondere ciò che è verificato. Di fronte a chi si rivolge al “dottor Google” o all’Intelligenza Artificiale, serve una bussola per aiutare il cittadino a interpretare la realtà».
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