A Fontanella l’ultimo saluto a Marco Meazza, morto sul lavoro

I FUNERALI. Sono stati celebrati nel pomeriggio di sabato 26 settembre, alle 15, nella chiesa parrocchiale di San Cassiano a Fontanella, i funerali di Marco Meazza, il 56enne morto giovedì 17 settembre scorso travolto da un albero mentre lavorava a Romano di Lombardia.

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Fontanella

A officiare la messa è stato don Antonio Bislenghi, sull’altare anche il fratello di Meazza, don Gabriele. La chiesa era gremita per l’addio a Marco, conosciuto e amato in tutto il paese.

In mattinata la salma è stata ricomposta nell’abitazione di via Dante Alighieri, da dove alle 14.30 è partito il corteo verso la chiesa. Meazza era camparo, campér in dialetto bergamasco, e cioè sorvegliante idraulico del Consorzio Naviglio civico città di Cremona, per cui lavorava dal 2009 come responsabile di zona e di cui era rimasto l’ultimo dipendente.

La dinamica dell’incidente mortale sul lavoro

Il giorno della tragedia, venerdì 18 settembre, stava supervisionando i lavori di pulizia della Fontana Armandi, nelle campagne lungo la strada che da Romano conduce verso Covo, affidati a una ditta esterna. Un operaio terzista era al lavoro con un escavatore ragno per ripulire il letto del canale, un intervento programmato in vista della rinaturalizzazione del fontanile, quando un albero che si trovava sul versante è improvvisamente crollato, colpendo il 56enne che stava lavorando in mezzo al fontanile. Inutile ogni soccorso: Meazza è morto sul colpo.

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Chi era Marco Meazza

Celibe e senza figli, Meazza lascia i fratelli don Gabriele, Franco e Andrea, e l’intera comunità di Fontanella, che nei giorni scorsi si è stretta attorno alla famiglia. Era conosciuto e benvoluto da tutti: una presenza familiare per il paese, dove aveva sempre vissuto e lavorato, prima come muratore, poi come panettiere e infine per il Consorzio, trasformando quella che era una passione in una professione. Alla pensione mancavano ancora un paio d’anni, un traguardo che Meazza attendeva per potersi dedicare con più tempo alle sue passioni, dalla campagna alla caccia.

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Il cordoglio della comunità

Anche il primo cittadino Mauro Brambilla, che Meazza lo conosceva bene, si era stretto attorno ai suoi cari. «Trovare oggi le parole corrette e giuste per aiutarvi a vivere questo momento penso che non ce ne siano - ha affermato don Antonio Bislenghi durante la funzione religiosa - non esistono parole umane per lenire questo dolore. Siamo una società di parole, spesso vuote. Bisognerebbe lasciare un po’ di silenzio. Ma non è un silenzio vuoto, ma un silenzio saturo pieno della presenza di Dio». Al termine della funzione religiosa le spoglie di Marco Meazza sono state condotte al tempio crematorio.

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