«Marco, una morte che ha scosso
l’intera comunità». Funerali non ancora fissati

IL LUTTO. Sgomento per la morte di Marco Meazza, deceduto mentre supervisionava alcuni lavori di pulizia di una sorgiva a Romano. I funerali non sono stati ancora fissati.

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Fontanella

Come quell’albero sia potuto crollare sulla testa di Marco Meazza, uccidendolo sul colpo, saranno gli accertamenti dei tecnici dell’Ats a stabilirlo, insieme alle eventuali responsabilità. Intanto, al dolore per la scomparsa del 56enne di Fontanella,all’ennesima croce bianca. morto nel pomeriggio di giovedì 17 settembre mentre supervisionava alcuni lavori di pulizia di una sorgiva a Romano, si aggiungono la rabbia e l’incredulità delle associazioni di categoria di fronte

«Ancora un incidente mortale sul lavoro»

«Ci troviamo ancora una volta a piangere un lavoratore che non farà ritorno a casa», ha dichiarato Angelo Chiari, responsabile della sicurezza sul lavoro per la Cgil di Bergamo, all’indomani della tragedia che ora è ancora sotto la lente delle autorità preposte. Meazza, camparo (campér, in dialetto bergamasco) e responsabile di zona per il Consorzio Naviglio Civico Città di Cremona, stava sorvegliando i lavori di manutenzione affidati a una ditta esterna lungo un fontanile, mentre un operaio terzista stava manovrando un escavatore ragno per ripulire il letto del canale. Da chiarire rimane l’esatta dinamica dell’accaduto: stando alle prime ricostruzioni, un albero che si trovava sul versante è improvvisamente caduto, travolgendo in pieno il 56enne, che si trovava su un manufatto in mezzo al fontanile.

Secondo la ricostruzione che circolava giovedì, il macchinario si sarebbe trovato a una decina di metri dall’albero, forse un esemplare malato e già instabile. Come e perché la pianta sia improvvisamente crollata però è ancora da stabilire

Per lui, nonostante il tempestivo arrivo dei soccorsi, non c’è stato nulla da fare: è morto sul colpo. Sul posto, insieme agli agenti della polizia locale della Bassa Bergamasca, sono intervenuti i tecnici dell’Agenzia di tutela della salute, ora al lavoro per fare luce su tutti i dettagli dell’episodio. Secondo la ricostruzione che circolava giovedì, il macchinario si sarebbe trovato a una decina di metri dall’albero, forse un esemplare malato e già instabile. Come e perché la pianta sia improvvisamente crollata però è ancora da stabilire.

«Attendiamo che gli organi ispettivi facciano piena chiarezza su come si siano svolti i fatti, perché la sicurezza non può mai essere messa in secondo piano: ogni morte sul lavoro è una tragedia inaccettabile e un morto di troppo», ha continuato Chiari, che a nome del sindacato ha anche espresso «la nostra più profonda vicinanza e le condoglianze alla famiglia di Marco Meazza».

Funerali non ancora fissati

A Fontanella il 56enne – che tra due anni sarebbe andato in pensione – era benvoluto da tutti. Disponibile, generoso e un grandissimo lavoratore: è il ritratto che emerge dalle parole di amici, conoscenti e anche del parroco don Antonio Bislenghi, che venerdì durante la Messa per i cacciatori ha ricordato Meazza. «La sua morte improvvisa ha scosso l’intero paese», commenta stringendosi ai parenti, volontari in oratorio e per la parrocchia, ora in attesa dell’ultimo saluto. Dopo la tragedia, l’area del fontanile è stata posta sotto sequestro e la salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti del caso. La data dei funerali non è ancora stata fissata.

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