Bolletta dell’acqua da paura a Caravaggio: 8.300 euro per una famiglia

Il caso. L’ammontare per sei mesi di consumi di un nucleo di 5 persone. Cogeide: sono in corso accertamenti.

Una bolletta dell’acqua da 8.300 euro apparentemente assurda perché in sei mesi nemmeno un’azienda arriverebbe a spendere tanto. È quanto si è vista recapitare nel suo appartamento di Caravaggio l’agente di polizia locale Chiara Monde, sposata e madre di tre bambini. La famiglia, che abita in un condominio con giardino composto in tutto da quattro abitazioni, ha uno storico di spesa per la fornitura dell’acqua inferiore ai 500 euro, con tutte le bollette pregresse regolarmente pagate.

L’ipotesi di una perdita

La bolletta da più di 8mila euro per sei mesi di consumi farebbe pensare a una perdita. L’agente, però, ritiene non sia così: «La fattura – sostiene – ci è arrivata il 6 febbraio e il 7 abbiamo subito incaricato un tecnico terzo per fare le dovute verifiche che hanno escluso la possibilità di un perdita». Cosa possa essere successo rimane ancora nel campo delle ipotesi.

Che si tratti di un consumo effettivo di un solo appartamento, pur abitato da una famiglia di cinque persone, sembrerebbe da escludere a priori: «Bisogna tenere in considerazione – spiega ancora l’agente – che il periodo a cui fa riferimento la bolletta sono i sei mesi fra giugno e dicembre 2022 per la maggior parte dei quali siamo stati a regime ristretto d’acqua: a causa della siccità la scorsa estate non abbiamo potuto nemmeno innaffiare il giardino. Per quanto riguarda il consumo casalingo si arriverebbe a spendere una cifra simile solo se si lasciasse il rubinetto aperto al massimo per otto ore al giorno». Ciò che più stupisce l’agente è perché Cogeide non l’abbia informata prima di quanto stava accadendo: «Un consumo cosi – conclude Monde – è talmente anomale che imporrebbe informare l’abitazione dove si sta verificando affinché vengano subito presi dei provvedimenti».

Tutele per l’utente

Ora l’agente ha inviato a Cogeide una contestazione formale ancora in attesa di risposta (ma che comunque, nel frattempo, ha comportato la sospensione dei termini di pagamento).

«La questione è in corso di verifica – sostiene il presidente di Cogeide Danilo Zendra – a nostro avviso si tratterebbe di una perdita: non sono rari casi del genere. Per esprimerci attendiamo comunque la conclusione degli accertamenti in corso. Il nostro statuto, comunque, prevede in casi simili apposite misure di tutela a favore dell’utente penalizzato».

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