Canonica, il ponte sull’Adda un mese a senso unico alternato
VIABILITÀ . Dal 5 al 31 ottobre disagi in vista per il collegamento con Vaprio. Milano deve fare indagini prima dei lavori per la sostituzione dei tiranti.
Lettura 1 min.Canonica d’Adda
La notizia è arrivata improvvisa e ha sorpreso anche l’amministrazione comunale di Canonica d’Adda che si è subito attivata per diffondere il più possibile sul territorio le relative informazioni di servizio.
Sul ponte sul fiume Adda fra Canonica e Vaprio su cui passa la provinciale 525, dal 5 al 31 ottobre, si viaggerà a senso unico alternato. Il motivo è che la Città metropolitana di Milano dovrà effettuare sul viadotto delle indagini ed ispezioni. Inevitabilmente ci saranno pesanti disagi alla circolazione. Sul ponte, infatti, solo nella direzione Canonica-Vaprio (Bergamo-Milano), passano circa 18mila veicoli al giorno, camion esclusi. Il ponte, infatti, è chiuso ai mezzi pesanti sopra le 26 tonnellate.
Traffico già complesso
La limitazione del passaggio sull’attraversamento Canonica-Vaprio va ad inserirsi in un quadro già complesso per i ponti sull’Adda: lo si deve alla chiusura per lavori del ponte di Brivio e al passaggio a senso unico alternato sul ponte fra Calusco e Paderno .
Il sindaco di Canonica d’Adda Paolo Arcari si dice molto preoccupato dei disagi che deriveranno dal previsto senso unico alternato che ritiene anche un provvedimento esagerato: «Mi sembra un po’ troppo – spiega – limitare per un mese la circolazione su una tratta stradale così importante solo per fare delle indagini».
Da Milano poco preavviso
Il primo cittadino contesta poi lo scarso preavviso: «La Città metropolitana ci ha chiamato pochi giorni fa dicendoci che sarebbero partiti con il senso unico alternato lunedì prossimo. Le ho risposto che avrei fatto di tutto per impedirglielo. Hanno accettato uno slittamento al 5 ottobre in modo da diffondere meglio la notizia anche se lo ritengo ugualmente uno scarso preavviso».
L’intervento condiviso
Il ponte fra Vaprio e Canonica non è di competenza solo della Città metropolitana di Milano ma anche della Provincia di Bergamo. Proprio in base a questa divisione di responsabilità, nel 2021 i due enti sovracomunali avevano concordato un intervento condiviso che, però, solo Via Tasso ha realizzato (è consistito nella sostituzione dei tiranti). La Città metropolitana di Milano deve invece ancora fare la sua parte e le indagini al via sono proprio propedeutiche ai lavori che dovrà effettuare.
Il loro inizio, però, non è ancora noto. Era stato ipotizzato fra aprile e settembre 2027 per poi, però, non essere ritenuto adatto in quanto andrà a sovrapporsi con l’intervento previsto sul ponte fra Trezzo e Capriate che verrà chiuso fra 6 mesi (per discuterne il 30 settembre è previsto un incontro intercomunale e interprovinciale). «L’importante è che si faccia – conclude Arcari –. Non vorremmo poi che, continuando a rimandare, quanto fatto dalla Provincia di Bergamo si deteriori più velocemente».
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