Gioco d’azzardo, in 17 paesi «bruciati» 93 milioni alle macchinette - Il report

Dipendenze. I dati dell’Ambito di Romano nel 2022 registrano un forte volume si soldi spesi nelle slot. Il sindaco Nicoli: allarmante, è stata giocata una cifra pari a due volte e mezzo il bilancio del Comune.

È allarme gioco d’azzardo nella pianura orientale. L’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha resi noti i dati sul volume di giocate che sono state fatte nel 2022 nei 17 paesi che fanno parte dell’Ambito di Romano di Lombardia (Antegnate, Barbata, Bariano, Calcio, Cividate, Cologno, Cortenuova, Covo, Fara Olivana, Fontanella, Ghisalba, Isso, Martinengo, Morengo, Pumenengo, Romano, Torre Pallavicina). Si tratta di una cifra ingente, pari a 93 milioni di euro spesi per giocare a macchinette VLT, scommesse, giochi numerici, lotterie e Gratta e Vinci. Il dato è pure destinato a salire a fronte del fatto che non sono ancora disponibili i numeri inerenti a Torre Pallavicina. I Comuni interessati, comunque, non stanno rimanendo con le mani in mano di fronte a questa situazione. Infatti l’Ambito di Romano, che ha come presidente il sindaco di Romano Sabastian Nicoli, ha dato il via all’iter di approvazione di un regolamento contro il gioco d’azzardo patologico sulla scorta di quello già da tempo adottato dall’Ambito di Treviglio che l’anno scorso ha segnato un punto importante: il Consiglio di Stato ha deliberato che i sindaci sono legittimati ad adottare ordinanze che limitano gli orari in cui nelle sale gioco, nelle tabaccherie e nelle sale scommesse, è possibile giocare d’azzardo.

Fenomeno in crescita

«Il dato va al di là dell’allarmante – afferma Nicoli – basta evidenziare che a Romano nel 2022 sono stati giocati 45 milioni di euro, pari a due volte e mezzo il bilancio del nostro Comune. Preoccupa, inoltre, il fatto che il volume del gioco d’azzardo nel nostro ambito sia in crescita, mentre in quelli di tutto il resto della provincia risulti in contrazione. E ciò sebbene la pianura orientale sia il territorio con il reddito pro capite più basso di tutta la Bergamasca». I dati complessivi parlano di 93.119.572 euro di giocate, di 66.575.105 di vincite e, quindi, di 26.5444.867 di perdite. Il paese dell’Ambito di Romano dove è stato registrato il maggior volume di giocate è Romano ma esclusivamente perché si tratta del paese più popoloso con un numero di abitanti maggiorenni superiore ai 16mila. Se si fa però il rapporto fra volume di giocate e popolazione, Romano, con i suoi 2734 euro ad abitante maggiorenne, non risulta essere il paese in cui si gioca di più. Sul podio ci sono al primo posto, con 5.288 euro, Isso che è quello con il minor numero di abitanti maggiorenni, 541; seguono Cortenuova con 4.549 euro e una popolazione di maggiorenni pari a 1.573 abitanti maggiorenni e, infine, Romano con 2.734 euro e una popolazione di maggiorenni pari a 16.605 abitanti. Va però evidenziato che non tutte le giocate registrate in questi paesi sono state fatte dai rispettivi abitanti: «Fra Isso e la parte di Sola che rientra nei nostri confini – spiega il sindaco di Isso Rocco Maccali – non abbiamo sale slot bensì solo due bar con macchinette VLT che sono quotidianamente meta delle molte persone che attraversano il nostro paese percorrendo la ex statale 11».

Le limitazioni al gioco

Maccali osserva: «Non possiamo certo vietare alle persone di giocare. Ma potremo almeno porre delle limitazioni sulla cui applicazione, però, bisogna stare particolarmente attenti per evitare contenziosi». Molto allarmato per il volume di gioco registrato a Cortenuova si è detto anche il sindaco Gianmario Gatta anche se, pure in questo caso, non è dovuto esclusivamente ai suoi abitanti. All’ex centro commerciale «Le Acciaierie» fino a poco tempo fa c’era una grande sala slot (era l’unica attività rimasta aperta nel complesso) frequentata a tutte le ore da molte persone provenienti da fuori paese: «Recentemente ha però chiuso – afferma il primo cittadino – ci aspettiamo, quindi, che il prossimo anno il dato della spesa pro capite per il gioco d’azzardo degli abitanti di Cortenuova cali in modo considerevole».

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