Il sogno di Emilia, da 25 anni al fianco della malattia mentale

L’ANNIVERSARIO . Venticinque anni fa nasceva la Fondazione Emilia Bosis, resa possibile dalla generosa donazione della stessa Emilia.

Donna particolarmente sensibile e intelligente, fu più volte ricoverata nell’ospedale psichiatrico di Bergamo e approvata la legge Basaglia che ne decretava la chiusura, Emilia cominciò a chiedersi cosa ne sarebbe stato dei suoi «amici». L'Onp di Borgo Palazzo avrebbe definitivamente chiuso i battenti nel 1998, l’anno in cui nasceva la Fondazione Bosis.

Oggi, 25 anni dopo, la Fondazione gestisce una comunità ad alta intensità riabilitativa (Cra), due comunità a maggiore valenza assistenziale (Cpa), due centri diurni, due bilocali e due villette per housing sociale. In questi anni la Fondazione Emilia Bosis si è fatta conoscere anche per la scelta di strumenti riabilitativi legati al mondo dell’arte e della natura, basti pensare alle attività promosse nel maneggio e nel Teatro Stalla dentro il perimetro della Cascina Germoglio di Verdello, o alla Domus Emilia acquistata qualche anno fa sull’isola del Torcello, a Venezia, o ai trekking su Everest e K2, per citarne soltanto alcuni.

Tracciare un bilancio di 25 anni al fianco di chi soffre di disturbi mentali significa anzitutto guardarsi indietro e contare «il migliaio di utenti venuti in contatto con noi – ricorda Saffioti –: oggi sono più di 100, seguiti da un’ottantina di operatori, considerando i 60 ospiti complessivi delle tre comunità, i 40 utenti dei due centri diurni e le 10 persone accolte nei due bilocali di Verdello e nelle villette che confinano con la Cascina Germoglio».
Venerdì 19 e sabato 20 maggio, per il Festival «Gondola dei folli», la Fondazione propone un ciclo di lezioni magistrali nell’ex chiesa di San Sisto a Colognola, Bergamo, e lo spettacolo «Cantico delle creature» nel Teatro Stalla di Verdello.

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