Lacrime per Christian, giovane calciatore morto nel sonno a 14 anni. Disposta l’autopsia

Venerdì 30 aprile la madre lo ha trovato a letto esanime: vani i soccorsi. L’autopsia chiarirà le cause. Non aveva patologie. Giocava a calcio a Calvenzano. L’allenatore: «Era un ragazzo tranquillo e sorridente».

Prima lo ha chiamato dalla porta della sua camera. Poi, quando ha visto che non rispondeva, si è avvicinata e lo ha chiamato di nuovo e poi scosso. E in quel momento – erano le 6,30 di ieri mattina – per lei si è concretizzato il dolore più grande per una madre: suo figlio Christian Bertazzoli, di soli 14 anni, era senza vita, morto probabilmente nel sonno già da alcune ore. Subito mamma Anna Ogliari ha dato l’allarme: ha chiamato disperata un medico neurologo che vive vicino a loro, in via Groppelli a Trescore Cremasco. Alla casa è poi arrivato il 118: il personale sanitario ha tentato a lungo di rianimare il quattordicenne, ma alla fine si è dovuto arrendere. Christian era morto per un arresto cardiaco: probabilmente senza nemmeno accorgersi, mentre dormiva. Né il giorno, né la sera prima e nemmeno per tutta la sua breve vita aveva sofferto di qualche patologia. Prima di andare a letto aveva anzi pubblicato una «storia» su Instagram per fare gli auguri al migliore amico. «Mi aveva detto che oggi (ieri per chi legge, ndr) mi sarei dovuto divertire perché era il mio compleanno – spiega disperato Thomas –: così ho comunque cercato di assecondare questo suo desiderio, che è stato anche l’ultimo. Oggi il pensiero a lui è stato costante». Proprio per via della morte, sopraggiunta così inaspettata, la procura di Cremona ha disposto l’autopsia: l’esame sarà eseguito la prossima settimana all’obitorio dell’ospedale di Cremona, dove la salma del quattordicenne è stata portata ieri mattina (per un sopralluogo di rito sono intervenuti anche i carabinieri), lasciando un vuoto incolmabile nell’abitazione della famiglia.

Oltre alla mamma, che è avvocato a Crema, Christian – che gli amici di scuola e del pallone chiamavano amichevolmente «Berta» – lascia nel dolore il papà Pierangelo, gommista a Pandino, e il fratello maggiore Flavio, diciottenne molto attivo in parrocchia. Ieri la famiglia si è comprensibilmente chiusa nel dolore. Increduli e sgomenti anche i compagni della prima superiore dell’istituto «Luca Pacioli» di Crema, dove Christian frequentava il corso di relazioni internazionali per il marketing. Nel tempo libero il quattordicenne giocava a calcio come centrocampista: in passato nel Trescore Cremasco e nelle ultime due stagioni nell’Oratorio Calvenzano, dove pure ieri la notizia della sua improvvisa morte è piombata come un fulmine a ciel sereno. «Giovedì sera gli avevo telefonato – ricorda scosso Mauro Nava, allenatore del Calvenzano – per avvertirlo che, in caso di pioggia, l’allenamento di venerdì sarebbe saltato, perché non abbiamo la disponibilità degli spogliatoi. Così ci eravamo dati appuntamento al campo sportivo. Abbiamo ricominciato ad allenarci domenica, dopo le restrizioni per la pandemia. Era un ragazzo tranquillo».

«Christian era un ragazzo con il sorriso stampato sul volto – aggiunge Paolo Favalli, responsabile del settore giovanile del Trescore –. Siamo increduli per quanto accaduto. Come giocatore era cresciuto con noi, partendo dai Pulcini». Le due società hanno annullato gli allenamenti in segno di lutto. «Una tragedia, non trovo altre parole – dice il sindaco di Trescore, Angelo Barbati –: continuo a ripetermi come non sia giusto che accadano queste cose. È devastante, in primis per la famiglia, alla quale esprimo il cordoglio e la vicinanza dell’intera comunità, e in generale per tutto il paese».

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