Maltrattamenti alla compagna, 47enne rinuncia al braccialetto elettronico e finisce in carcere

VIOLENZA. L’uomo era ai domiciliari per atti persecutori e maltrattamenti. Dopo la revoca del consenso al braccialetto elettronico il Gip ha disposto il carcere.

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Urgnano

Un uomo di 47 anni è stato trasferito in carcere dai carabinieri di Urgnano dopo la revoca degli arresti domiciliari disposta dal Tribunale di Bergamo. Era sottoposto a misura cautelare per atti persecutori e maltrattamenti nei confronti della compagna 45enne.

Il provvedimento è stato eseguito il 18 agosto. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, l’uomo era già destinatario del divieto di avvicinamento alla donna e del divieto di dimora a Romano di Lombardia e Stezzano, ma avrebbe più volte violato le prescrizioni.

Le accuse di maltrattamenti e violenze

Le indagini fanno risalire a maggio 2025 una serie di episodi di vessazioni psicologiche e violenze fisiche. La donna sarebbe stata costretta a riprendere la convivenza ad Antegnate e, sempre secondo l’accusa, anche a ritirare una precedente querela.

Nel giugno 2025, dopo una lite, il 47enne avrebbe nuovamente aggredito e minacciato la compagna. La donna riuscì a chiedere aiuto al 112. Nell’appartamento i carabinieri trovarono un bastone di legno e un coltello artigianale, poi sequestrati. L’uomo fu arrestato per violazione dei provvedimenti di allontanamento e divieto di avvicinamento.

Revocato il consenso al braccialetto elettronico

Dopo l’arresto il Tribunale aveva disposto i domiciliari con braccialetto elettronico, inizialmente ad Antegnate e successivamente, nel luglio 2026, nell’abitazione della madre a Urgnano.

Il 17 agosto l’uomo, tramite il proprio legale, ha formalmente revocato il consenso all’utilizzo del dispositivo. Il Gip, su richiesta della Procura, ha quindi ritenuto inadeguate le misure non custodiali e disposto la custodia cautelare in carcere. Il 47enne è stato portato nella Casa circondariale di Bergamo.

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