Nessun bimbo iscritto a Verdellino. Il nuovo nido costato 560mila euro è vuoto
IL CASO. Il fabbisogno delle famiglie coperto da quello già esistente. Minoranze all’attacco: servivano servizi per gli anziani.
Lettura 2 min.È una struttura costruita con l’obiettivo di dare un maggiore sostegno educativo alle famiglie di Verdellino e Zingonia con bambini fra 0 e 3 anni. Alla fine, però, le previsioni fatte sul fabbisogno non hanno trovato evidentemente riscontro, mettendo ancora una volta in risalto il problema della denatalità che sta interessando la nostra provincia. Al momento, infatti, il nuovo nido «Giulio Coniglio» costruito dal Comune utilizzando un contributo di circa 560mila euro del Pnrr è vuoto. Per le richieste di asilo nido, in tutto 27, arrivate agli uffici comunali per l’anno scolastico 2026/2027, è infatti risultato sufficiente il già esistente nido «Gianni Rodari». E ciò ha suscitato le proteste delle minoranza, che hanno accusato l’amministrazione comunale di mancanza di programmazione e di spreco di risorse pubbliche.
«Resta un patrimonio»
Per il sindaco Silvano Zanoli (lista «Zanoli sindaco») il contributo da 560mila euro era «un’occasione da non perdere. Chi critica non capisce che abbiamo accresciuto il patrimonio comunale e messo a disposizione del territorio un nuovo servizio che adesso non ha avuto una importante risposta. Ma sicuramente arriveranno nuove richieste. La popolazione di Verdellino negli ultimi anni è cresciuta di circa 500 abitanti e ciò vuol dire che sempre più famiglie stanno scegliendo il nostro paese». Il primo cittadino evidenzia anche che il nuovo nido è stato voluto per rispondere a delle disposizioni normative. Per legge è previsto che ogni Comune deve avere a disposizione posti di nidi (comunali o privati) per almeno il 33% della popolazione avente diritto (i bambini fra 0 e 3 anni): «Noi – continua Zanoli – eravamo sotto la metà di quanto ci veniva chiesto e quindi, anche da questo punto di vista, il nido era una necessità».
«Non era necessario»
Parole che, però, non convincono le minoranze. «Prima ancora che partisse la sua costruzione – sostiene il consigliere di minoranza Umberto Valois (lista «Insieme per cambiare Verdellino e Zingonia») – avevamo sostenuto che, a fronte della natalità in corso, un nido non era necessario. Bisogna capire i bisogni di un territorio e infatti ora sarebbero più necessari servizi per gli anziani».
«La norma che impone di creare nuovi posti nido in base alla popolazione avente diritto poteva essere soddisfatta anche attraverso altri servizi»
«Un’opportunità è tale se risponde a un bisogno – aggiunge Helga Ogliari (lista «Vivere») –. Noi non avevamo bisogno del contributo del Pnrr e avremmo dovuto rinunciarci. La norma che impone di creare nuovi posti nido in base alla popolazione avente diritto poteva essere soddisfatta anche attraverso altri servizi come, ad esempio, convenzioni con nidi dei paesi limitrofi». Il «Giulio coniglio», al momento, è pure coinvolto in un causa giudiziaria riguardante la sua gestione. Per il suo affidamento, e del vicino nido «Gianni Rodari», il Comune aveva indetto una gara pubblica.
Il ricorso al Tar
Il primo classificato è stato escluso per un parametro della sua offerta non risultato a norma. Come vincitore della gara, quindi, è stato decretato l’attuale gestore del «Gianni Rodari», che avrà anche il compito di arredare il nuovo nido. Tutto, però, è al momento fermo per il ricorso al Tar (Tribunale amministrativo regionale) contro la gara che ha presentato il primo classificato escluso. L’udienza è stata fissata per gennaio.
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