Nuovi volti nei capolavori del Caravaggio
Sono quelli dei nonni della casa di riposo

L’idea di Maurizio Cansone, presidente della Rsa Vaglietti Corsini di Cologno al Serio, che coinvolge ospiti e dipendenti. La «rilettura» di alcune celebri tele, riprodotte nei quadri fotografici: alla fine una mostra, che diventerà itinerante.

«I giovani belli sono incidenti di natura ma gli anziani belli sono opere d’arte». Questa frase di Eleanor Roosevelt, scelta per aprire il libro fotografico in fase di realizzazione, ha letteralmente preso vita alla casa di riposo di Cologno al Serio, la Fondazione Rsa Vaglietti Corsini. Dove gli anziani ospiti, ma anche operatori e volontari, si sono prestati a fare da modelli diventando protagonisti viventi di trenta capolavori di Caravaggio, riprodotti minuziosamente in ogni dettaglio.

Un progetto dal forte valore simbolico ed educativo, chiamato «Ombre e luci», che sta prendendo forma nella ex ghiacciaia della cascina che ospita il centro diurno integrato, per l’occasione trasformata in set fotografico.

Tutto è nato da un’idea del presidente della fondazione, Maurizio Cansone, appassionato fotoamatore che si sta occupando personalmente degli scatti e dell’allestimento artistico, ma anche del reperimento di stoffe per gli abiti e arredi di scena, in parte donati, in parte acquistati e in parte già a disposizione (come alcuni libri antichi dell’archivio storico della Rsa). E se qualche oggetto dovesse risultare di difficile reperibilità viene costruito artigianalmente, come lo strumento del «Suonatore di liuto», uno dei prossimi quadri che verrà riprodotto.

L’obiettivo iniziale – spiega Cansone – era quello di presentare il progetto all’Alzheimer Fest di Cesenatico, che si terrà a metà settembre: speriamo sempre di riuscire a parteciparvi considerato che, con la situazione che stiamo vivendo, siamo in attesa della conferma ufficiale che si svolga. Avevamo cominciato prima dell’emergenza Covid e adesso abbiamo potuto riprendere».

Un volume di 72 pagine

Il tutto si concretizzerà con la stampa di un volume 30x30 di 72 pagine, che presenterà il quadro originale affiancato dalla riproduzione fotografica, corredato dei dettagli tecnici e da una frase significativa pronunciata da grandi donne e uomini della storia passata e presente. I trenta quadri fotografici verranno poi stampati su tela, nel rispetto delle dimensioni delle opere originali, dando vita a una mostra che verrà esposta negli spazi della Rsa, ma che si punta a far diventare itinerante. Un modo, questo, anche per poter finanziare la fondazione che dopo la pandemia ha visto accrescere ulteriormente i bisogni.

La scelta delle opere di Caravaggio non però è stata casuale: «La sua arte – continua il presidente – rappresenta infatti molto bene l’atto del “prendersi cura”, del mettere al centro la persona, che è poi la nostra “mission”. Nei suoi capolavori, poi, è preponderante la presenza dello sfondo nero, che rimanda metaforicamente al buio della malattia, al decadimento fisico e cognitivo. Ma poi emerge sempre la luce che dà risalto ai personaggi, e che possiamo paragonare al gesto di cura che porta alla luce la persona e la mostra in tutta la sua bellezza».

I primi ospiti che si sono prestati a reinterpretare i quadri sono stati entusiasti: lo si legge ancora oggi nei loro occhi, come il Bepi (Palmiro Bonavera) che si è calato nei panni del «Ragazzo che monda un frutto» o Enrico Gualandris che ha reinterpretato «San Gerolamo Scrivente».

In fase di realizzazione ci sono anche Narciso, Santa Caterina d’Alessandria, Bacco, il Riposo durante la fuga d’Egitto e il Ragazzo morso da un ramarro.

«Il lavoro di preparazione prima degli scatti è minuzioso – conclude Cansone – perché non possiamo far rimanere l’ospite in posa per molto tempo. Quindi l’inquadratura e la messa a fuoco vengono già fatte prima, in modo che con quattro o cinque scatti tutto è finito. Ma è gratificante vedere i nostri ospiti che si sono prestati a questo progetto raggianti, felici e soddisfatti del risultato: questa è davvero la soddisfazione maggiore di tutto il progetto».

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