Pace tra Cividate e Pontoglio, dopo otto secoli un monumento

LA CERIMONIA. Nel 1191 la battaglia fra i due paesi. Ora sul confine la posa di un ponte simbolo di unità. Boom di visitatori per l’evento.

Grande successo per l’evento «UniAmo Cividate e Pontoglio» organizzato dai Comuni di Cividate e Pontoglio e dalle rispettive associazioni di commercianti per promuovere, nell’anno di Bergamo e Brescia Capitale della Cultura, un futuro di pace e condivisione fra le comunità dei due paesi. Sono stati circa un migliaio i bresciani e i bergamaschi che domenica 15 ottobre hanno accolto l’invito a partecipare ai due cortei partiti dai rispettivi paesi per incontrarsi al confine fra Cividate e Pontoglio, in via Pontoglio, all’altezza della cappella della Madonna di Loreto.

L’evento trae origine da un’antica rivalità fra bresciani e bergamaschi che culminò nella cosiddetta battaglia di Malamorte, il 7 luglio 1191: bergamaschi e bresciani si scontrarono per la conquista della giurisdizione su alcuni castelli della pianura e il risultato furono duemila morti. Fra le comunità dei due paesi non esiste ovviamente più alcuna rivalità. Ma la pace non va mai data per scontata. Lo ha ricordato il parroco di Pontoglio don Giovanni Cominardi che, insieme al suo omologo di Cividate don Andrea Lorenzi, alla cappella ha celebrato la Messa: «Oggi siamo qua in pace – ha sostenuto don Giovanni durante l’omelia – ma, anche a fronte di quanto sta accadendo nel mondo, è bene ricordare che la pace deve essere sempre vissuta e coltivata».

La battaglia della Malamorte

Sono poi intervenuti i due sindaci. Per Cividate Gianni Forlani: «La battaglia della Malamorte appartiene ormai a un lontano passato – ha sostenuto –, oggi i nostri due paesi non solo sono in pace, ma possiamo dire che si sono mischiati con il sangue dell’amore, si sono sposati, hanno avuto figli e si convive come fossimo davvero un paese unito». Per Pontoglio Alessandro Pozzi, che ha spiegato la decisione dei due Comuni di far posizionare sul loro confine un monumento raffigurante un ponte, scoperto poi al termine della cerimonia e realizzato dall’artista pontogliese Daniele Boi: «È un simbolo di unione e amicizia. A più di ottocento anni dalla battaglia – ha poi aggiunto ironicamente – è venuto il momento di seppellire l’ascia di guerra». Hanno partecipato alla cerimonia anche rappresentanti delle Province: per Bergamo era presente il consigliere Gianfranco Masper.

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