Stanco e malato: nel 1215 San Francesco si fermò per due mesi a Treviglio
LA SCOPERTA. Sorpresa da un’indagine d’archivio: visse in due stanze nei pressi Porta Filagno al ritorno da un viaggio fino in Spagna. La conferma dal Sacro Convento di Assisi.
Lettura 3 min.Treviglio
È al contempo una notizia inedita e una memoria straordinaria per tutta la Bergamasca: San Francesco d’Assisi soggiornò a Treviglio nel 1215, per due mesi, in due stanzette a Porta Filagno, l’attuale piazza Insurrezione. E lo fece mentre era in condizioni di salute non buone.
La notizia era ignota, pur se comparsa in un articolo pubblicato da «Il Popolo Cattolico», il settimanale di Treviglio, ben 62 anni fa, a firma «Santagiuliana», con il solo cognome (era il 15 febbraio del 1964), e solo ora «recuperata» nel suo pieno valore postumo, peraltro a 800 anni dalla morte del Poverello di Assisi.
L’indagine archivistica
Una meravigliosa sorpresa dovuta al ritrovamento di quell’articolo da parte del trevigliese Arturo Prandina nelle sue indagini storico-archivistiche. Siccome le fonti dello storico Tullio Santagiuliana – autore di diverse pubblicazioni sulla storia, le tradizioni, gli usi e i costumi della città – furono sempre assai qualificate, è motivo di certezza storica potervi attingere, anche perchè a Treviglio della sosta del Santo non risulta essersene mai parlato.
Al soggiorno trevigliese di Francesco - da vivo già in fama di santità tra il popolo - sono collegati altri eventi locali, remoti, tra i quali, in sua memoria, la costruzione di una cappella due secoli dopo, andata distrutta successivamente, proprio nell’area di Porta Filagno, nella zona della ex Pretura, oggi sede del comando della polizia locale e in passato del tribunale distaccato, dove il Poverello appunto dimorò. Quello che si mostra oggi nella piazza a forma ovale, lungo la circonvallazione interna della città, è un paesaggio decisamente diverso da quello che vide più di ottocento anni fa San Francesco: nel Duecento la zona era ai margini dell’abitato, sul confine tra il nucleo storico di Treviglio e la sua periferia e campagna di allora.
Tra il 1214 e l’inizio del 1215, Francesco intraprese a piedi il suo secondo tentativo di raggiungere il Nord Africa per predicare. Attraversò la Francia e arrivò in Spagna con l’intenzione di imbarcarsi , ma una grave malattia lo costrinse a desistere e a tornare in Italia. Durante il viaggio di rientro, proprio nel 1215, la tradizione e le cronache locali testimoniano il suo passaggio nel Nord Italia, come a Cremona e a Fidenza (dove viene ricordato il cosiddetto «miracolo del pane»). In questo contesto temporale ora si inserisce anche il soggiorno trevigliese.
L’attuale chiesa del Santo
La curiosità suscitata merita attenzione anche perchè a Treviglio, nel quartiere Ovest, lontano da Porta Filagno, fu costruita poco più di 40 anni fa una chiesa dedicata proprio a San Francesco, al cui interno si ammirano la splendida opera-mosaico di Trento Longaretti e le sculture marmoree dell’artista monfortano padre Sandro Leidi.
Il Santo,che non aveva come meta un viaggio in Lombardia, sostò (casualmente?) a Treviglio «per riposo» poiché – scriveva Santagiuliana– «era stanco,un po’ malato» e vi rimase «per due mesi», scegliendo nel borgo un «rione di artigiani, popolare, forse povero». La sua dimora? «Scelse due stanze in una casetta di quattro a ridosso delle mura presso la Porta Filagno, che forse non avevano nulla da offrire, ma erano un conforto ,un sollievo».
Le due stanze divennero poi «luogo di preghiera» ed è certo «che ne fecero un oratorio», del quale dopo secoli non è rimasta traccia. Queste informazioni, mentre danno la misura storica della sosta di Francesco nella Treviglio del 1215 - aggiungendo un tassello significativo a una ulteriore presenza importante, successiva, nel 1419,di un altro grande Santo, Bernardino da Siena, qui venuto per ristabilire la pace fra i due borghi di Caravaggio e di Treviglio in lite - dona a noi, otto secoli dopo, un ricordo memorabile e un’occasione in più per rendere omaggio al Santo di Assisi.
La conferma da Assisi
Intanto proprio ieri si è appreso dalla Biblioteca del Sacro Convento di San Francesco in Assisi, a firma del direttore fra Carlo Bottero, che «la notizia del passaggio di San Francesco a Treviglio è attestata dal compilatore del volume XI degli Annales Minorum (del 1334, riedito nel 1932)». Gli Annales sono - scrive ancora Fra Bottero, che ha inviato a supporto le immagini delle pagine interessate, in particolare la pagina 177, al paragrafo XI – «un’opera benemerita, ma che ovviamente non sempre segue i medesimi criteri, più stringenti, dell’odierna critica storica». E, di conseguenza, il dato, seppure verificato e certo per i criteri dell’epoca, «è probabilmente riportato sulla base di una tradizione orale».
«La notizia del soggiorno di San Francesco nella nostra città, emersa peraltro in occasione degli ottocento anni dalla sua scomparsa, ci riempie di orgoglio – commenta il sindaco Juri Imeri –: pensare che un Santo come Francesco abbia scelto Treviglio per sostare in un periodo di due mesi, durante un momento della sua vita in cui stava poco bene, è un fatto importante per il passato della città, ieri come oggi crocevia di importanti strade».
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