Sono due gli astronauti italiani destinati a camminare sulla Luna : l'annuncio è stato dato a Roma dal presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente, nell'incontro che, al ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha presentato il ruolo di primo piano che la tecnologia italiana si prepara ad avere nell'esplorazione della Luna, con la costruzionedei moduli abitativi per la superficie lunare , un lander e di sistemi per le comunicazione e la navigazione.
Sono ricadute industriali importanti , per le quali "Il Made in Italy ha sempre più una valenza anche nel settore dello spazio", ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy con delega per lo spazio, Adolfo Urso. Sullo sfondo, il concetto di ' Umanesimo Spaziale ', inteso come integrazione di innovazione tecnologica e dimensione umana nella progettazione di ambienti e attività per la permanenza di lungo periodo nello spazio. "La nuova stagione dell'esplorazione spaziale - ha detto ancora Urso - ci invita a ripensare la Luna: non più semplice meta di esplorazione, ma reale estensione della presenza umana oltre la Terra" e "il progetto 'Space Habitat. La via italiana', promosso da Asi e Mimit, si inserisce in questo scenario con l'obiettivo di accompagnare e sostenere questa trasformazione, integrando competenze scientifiche, industriali, economiche e umanistiche".
In questo contesto, ricco di iniziative, "arriva anche un'altra notizia, anche non ancora formalizzata ufficialmente, ossia che saranno due gli astronauti italiani ad andare sulla Luna, non solo uno come era finora", ha detto Valente riferendosi all'incontro di fine marzo a Washington con i vertici della Nasa. Non ha indicato i nomi dei possibili astronauti italiani, che saranno comunque selezionati nel corpo astronauti e fra le riserve dell' Agenzia Spaziale Europea .
Quanto alla tecnologia italiana per la Luna, gioca un ruolo di primo piano la competenza accumulata nella costruzione della Stazione Spaziale Internazionale, con il 50% dei moduli pressurizzati realizzati a Torino dalla Thales Alenia Space, joint venture tra Thales (67%) e Leonardo (33%). C'è infatti l'accordo con la Nasa per la costruzione, affidata alla stessa azienda, del modulo destinato a diventare la casa degli astronauti sul suolo lunare . Si chiama Mph (Multi-Purpose Habitat) ed è una struttura pesante circa 14 tonnellate, al cui interno potranno essere ospitati due astronauti per almeno sette giorni. "Un gioiello tecnologico che sarà pronto nel 2032 per poi essere lanciato nel 2033 e con una vita operativa di almeno 2 anni", ha osservato Valente.
La tecnologia italiana sarà determinante anche per Argonaut , il primo lander lunare europeo progettato per ll'Esa per trasportare carichi verso e dalla superficie lunare, con Leonardo che a Nerviano (Milano) realizzerà alcuni sistemi robotici nell'ambito del programma Prospect. Inoltre Telespazio, joint venture tra Leonardo (67%) e Thales (33%), sarà capofila di Moonlight , il sistema per le telecomunicazioni e la navigazione sulla Luna.
"Dopo tanti anni in cui ci siamo abituati a vedere la Luna come un obiettivo lontano da raggiungere, ora Luna e Terra saranno connesse . Non ci andremo per starci qualche giorno, ma dovremo imparare a starci e a viverci ", ha aggiunto Massimo Comparini, managing director della Divisione spazio di Leonardo. Dovremo immaginare sulla Luna, fra circa 10 anni, avamposti in cui saranno presenti in pianta stabile circa 15 persone impegnate a realizzare la nostra prima colonia fuori dalla Terra, ha detto ancora Comparini, in un ambiente dove uomini e donne dovranno cooperare continuativamente anche con macchine e robot sempre più intelligenti.
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