Lincei, presentata ufficialmente la proposta di un Metamuseo della scienza

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E' stata ufficialmente presentata la proposta per un Metamuseo della scienza in Italia , che metta in rete le collezioni scientifiche italiane e che sia un centro di ricerca e un laboratorio a livello nazionale . La proposta, elaborata in aprile dalla Commissione per i Musei naturalistici e i musei della scienza dell'Accademia Nazionale dei Lincei, è stata ora formalizzata nella lettera inviata dalla stessa Commissione ai ministeri della Cultura, dell'Istruzione e del Merito e dell'Università e della Ricerca.

L' obiettivo del MetaMuseo della Scienza, si legge nella lettera, è "v alorizzare l'immenso patrimonio scientifico nazionale : un 'arcipelago' complesso di collezioni sparse sul territorio nazionale e peraltro, salvo rare eccezioni come quelle dei musei nazionali, spesso neglette e persino invisibili al grande pubblico". Si propone quindi "la realizzazione progressiva di una rete dinamica , digitale e fisica , volta a connettere musei , università , centri di ricerca e scuole , evidenziandone le straordinarie potenzialità inespresse. Non si intende sostituire le strutture esistenti , ma - si legge ancora - agire come un sistema operativo comune che preservi l'autonomia delle singole istituzioni, traducendo il loro patrimonio di conoscenza in un valore aggiunto accessibile".

Con il progetto "si contribuirebbe a sopperire alla carenza di conoscenza scientifica dalla quale l'Italia è afflitta e alla scarsa competenza dei giovani in ambito matematico e scientifico documentata dalle periodiche rilevazioni Ocse Pisa. Rendere più accessibile e condivisa la scienza significa rafforzare la consapevolezza e le competenze della società nella vita partecipativa, incoraggiare le giovani generazioni a scegliere professioni scientifiche e a comprendere quanto la scienza possa contribuire ad un presente e futuro migliori", osserva la Commissione ai ministeri della Cultura, dell'Istruzione e del Merito e dell'Università e della Ricerca presieduta da Carlo Di Castro.

Il Centro si propone quindi come "un laboratorio Stem permanente di innovazione ", il cui cuore è uno spazio di ricerca su adeguamento tecnologico , sviluppo dei linguaggi e innovazione museologica . Dovrebbe inoltre curare la digitalizzazione di collezioni e reperti di alto valore scientifico per creare percorsi espositivi sia fisici che digitali, volti all'apprendimento del metodo scientifico. In quest'ottica è fondamentale l'uso di tecnologie avanzate, intelligenza artificiale generativa, simulazioni virtuali e realtà aumentata "per valorizzare il patrimonio diffuso e rendere la scienza coinvolgente e comprensibile".

Nella lettera si rileva infine che, "evitando il rischio di grandi opere irrealizzabili e costi iniziali onerosi, il Centro potrebbe avviarsi con un progetto pilota , una prima rete di partner, un team ridotto altamente qualificato e una sede leggera, anche presso istituzioni esistenti o in spazi pubblici in abbandono o sottoutilizzati, purché suscettibili di sviluppo. Si potrebbe così valutare nel tempo impatto, costi reali e sostenibilità, costruendo progressivamente un'infrastruttura nazionale". Il progetto presenta inoltre "evidenti convergenze con iniziative nazionali già avviate, come la Digital Heritage Gateway Platform del Ministero della Cultura, di cui il Centro potrebbe costituire un orizzonte di sviluppo".

Per gli autori della lettera, infine, "trasformare il patrimonio scientifico italiano in un asset strategico è un'urgenza civile e democratica che l'Italia non può permettersi di rinviare".

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