«Atalontani»vicini al cuore, storie nerazzurre d’autore
LA RECENSIONE. Quattro autori raccontano la passione nerazzurra lontano da Bergamo, tra ricordi e amori. La prefazione è di Domenico Marocchino.
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All’invito dei «moschettieri, quattro amici di penna e forchetta» Domenico Marocchino non ha potuto resistere, scrive l’ex giocatore dell’Atalanta nella prefazione di «Atalontani, storie di tifosi di fuori via», edizioni Bolis, fresco di stampa. In effetti il capitano dei carabinieri Carlo Ubbiali, il rappresentante di commercio della Navarra Rodrigo Diaz, il professore di lettere Elvio Caudano avevano già lasciato il segno. Tre stoccate sul filo della leggerezza infilate dai tre moschettieri Leonardo Bloch, Stefano Colnaghi, Stefano Corsi ne «Il Blu e il Nero», storie di cuori nerazzurri lontani uscito nel 2013. Da allora però era rimasta nell’aria una domanda: dov’è il quarto moschettiere?
La risposta è arrivata, nerazzurro su bianco. Ha il volto gentile, il latte alle mandorle, l’accento barese di Adriana, la protagonista femminile che folgora Lallo, bergamasco alto, ciarliero e atalantino in missione in Puglia per conto del cuore con l’obiettivo di conquistare la ragazza almeno alle gioie nerazzurre. Un partita lunga una vita, dalla Coppa Italia ’63 all’Europa League 2024.
È il colpo di fioretto uscito dalla magistrale penna di Pier Carlo Capozzi, il quarto dei quattro e ora «al fin della licenza» i moschettieri Bloch, Colnaghi, Corsi e Capozzi toccano le corde dell’anima nerazzurra in «Atalontani», con assist di Marocchino.
Il volume è disponibile in libreria, su Amazon e nel catalogo e-book dell’editore. Il risultato è un mirabile caleidoscopio della vita in lontananza, geografica ed esistenziale, sul filo della leggerezza de «Il Blu e il Nero». Un ritratto in dissolvenza, lieve come un tocco di lama, che intreccia ricordi adolescenziali, viaggi notturni, cassetti del cuore, donne perse e ritrovate ma solo nei sogni. Così si annodano la saudade dell’ormai maggiore Ubbiali sulle note di «Onde Anda Você», la commozione di Diaz per l’amico scomparso Tio che tiene nel comodino le foto di Stromberg, il viaggio in auto di Caudano che racconta un amore svanito e il trionfo di Dublino. E poi Adriana e Lallo. Sullo sfondo l’Atalanta che intreccia il pianto e il riso, la vita vissuta e quella immaginata.E come «I tre moschettieri» di Dumas anche «Atalontani» gioca con il titolo: la distanza è presenza, il fioretto arriva dritto al cuore.
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